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LILA Lecce presenta la Giornata Mondiale per la Lotta contro l’AIDS

La Lega Italiana per la Lotta all’AIDS (LILA) di Lecce e l’ASL di Lecce il 1 dicembre 2009 organizzano la Giornata Mondiale per la Lotta contro l’AIDS, evento che consiste in una serie di iniziative coordinate per sensibilizzare sul tema della malattia che non è ancora debellata e colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Si presenteranno, con vari format, strategie e proposte concrete per informare i cittadini e contrastare i rischi.

COND-ON Accendi la prevenzione e usa il preservativo! E’ il titolo della campagna di contrasto al virus HIV e alle malattie sessualmente trasmissibili (MTS) proponendo il preservativo come strumento di prevenzione.

USARE IL PRESERVATIVO E’ UN GIOCO DA RAGAZZI! Scelgo di usare il preservativo, unico strumento efficace di prevezione dell’HIVe delle infezioni a trasmissione sessuale” è il messaggio-chiave della campagna, rivolto soprattutto al mondo giovanile. Si è scelto di dare un’informazione semplice, chiara e scientificamente corretta così da suggerire comportamenti responsabili senza ipocrisie, moralismi o consigli non richiesti e tanto meno realizzabili nella pratica della vita quotidiana. I manifesti saranno affissi nella città di Lecce dal 1 al 10 dicembre mentre le cards distribuite direttamente dai giovani di LILAYOUNG nei locali di aggregazione giovanile.

Nell’occasione è stato anche realizzato il seguente spot TV, vincitore di un premio nazionale

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La Biblioteca Digitale Mondiale

thumbsÈ online la “World Digital Library” lanciata dall’Unesco (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura) e da 32 istituti partner. Nella Biblioteca si possono ammirare i grandi tesori letterari e culturali conservati nelle più famose biblioteche ed archivi di tutto il mondo. Con questo progetto l’Unesco intende promuovere i valori che da sempre difende, come la diversità linguistica, offrendo delle funzioni di ricerca in inglese, arabo, cinese, spagnolo, portoghese e russo, inoltre, comprende i contenuti di oltre 40 lingue. Il sito: www.wdl.org/en è diviso in zone geografiche e permette di navigare dentro i contenuti culturali di quel Paese. Decine di migliaia di foto e pagine sono state digitalizzate e messe in rete per i primi visitatori. Per ciascuna voce e video vi sono descrizioni di curatori esperti. L’accesso è libero e gratuito.
È online la “World Digital Library” lanciata dall’Unesco (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura) e da 32 istituti partner. Nella Biblioteca si possono ammirare i grandi tesori letterari e culturali conservati nelle più famose biblioteche ed archivi di tutto il mondo. Con questo progetto l’Unesco intende promuovere i valori che da sempre difende, come la diversità linguistica, offrendo delle funzioni di ricerca in inglese, arabo, cinese, spagnolo, portoghese e russo, inoltre, comprende i contenuti di oltre 40 lingue. Il sito: www.wdl.org/en è diviso in zone geografiche e permette di navigare dentro i contenuti culturali di quel Paese. Decine di migliaia di foto e pagine sono state digitalizzate e messe in rete per i primi visitatori. Per ciascuna voce e video vi sono descrizioni di curatori esperti. L’accesso è libero e gratuito.

GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO: VITE IN PERICOLO. I GOVERNI EUROPEI NEGANO PROTEZIONE AI RIFUGIATI, DENUNCIA AMNESTY INTERNATIONAL

I governi europei stanno mettendo in pericolo le vite dei rifugiati
negando loro protezione, ha ammonito oggi Amnesty International. In
occasione della Giornata mondiale del rifugiato, le porte dell’Europa si
stanno chiudendo e i diritti di chi chiede protezione vengono ignorati.

‘I rifugiati rischiano le loro vite per cercare sicurezza ma quando
arrivano l’Europa volta loro le spalle’ – ha affermato Nicola Duckworth,
direttrice del Programma Europa e Asia centrale di Amnesty International.
‘I governi devono cessare di mettere a repentaglio delle vite e,
piuttosto, iniziare a rispettare i loro obblighi internazionali di
protezione nei confronti di queste persone vulnerabili’.

I paesi che si trovano ai confini dell’Europa stanno mostrando un palese
disprezzo per i loro obblighi internazionali nei confronti dei rifugiati:

– l’Italia intercetta i rifugiati in acque internazionali e li trasporta
fisicamente, senza prenderne in considerazione eventuali bisogni di
protezione internazionale, in Libia, dove i migranti, i richiedenti asilo
e i rifugiati sono a rischio di maltrattamenti e di rimpatrio forzato
verso paesi in cui potrebbero subire gravi violazioni dei diritti umani;

– la Turchia continua a non riconoscere a persone non europee lo status di
rifugiato, negando in questo modo a migliaia di persone la protezione di
cui necessitano;

– la Grecia respinge le persone che si trovano alle sue frontiere
terrestri o che giungono alla frontiera marittima con la Turchia senza
aver prima valutato le loro domande di asilo. Coloro che riescono a
entrare nel paese incontrano diversi ostacoli legali nell’ottenere
protezione;

– gli accordi bilaterali tra la Spagna e diversi paesi africani vengono
utilizzati per giustificare arresti arbitrari, detenzioni ed espulsione di
rifugiati, richiedenti asilo e migranti in questi paesi;

– altri paesi dell’Unione europea (Ue) chiudono un occhio sulla crescente
mancanza di rispetto per i diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo
ai confini dell’Ue in quanto essi stessi tentano di accogliere meno
rifugiati. Ogni anno migliaia di richiedenti asilo vengono trasferiti, in
base al sistema ‘Dublino II’, verso paesi dove i loro diritti non sono
adeguatamente protetti.

In occasione della Giornata mondiale del rifugiato, Amnesty International
ammonisce gli stati dell’Ue sul fatto che le loro azioni stanno minando la
protezione dei rifugiati non solo nei loro territori, ma nel mondo intero,
in quanto esse diffondono un messaggio pericoloso sul trattamento di
queste persone. Tutti gli stati devono adempiere agli obblighi nei
confronti dei rifugiati e dei richiedenti asilo non solo all’interno dei
propri confini ma ovunque esercitino un effettivo controllo sulle persone.

Ulteriori informazioni

Italia
La recente visita del leader libico Muhammar Gheddafi in Italia non ha
fugato le preoccupazioni circa la sorte di rifugiati che, intercettati in
acque internazionali secondo gli accordi bilaterali tra i due paesi, sono
stati condotti in Libia. Tra il 6 e l’11 maggio circa 500 persone sono
state intercettate dalle autorita’ italiane e trasportate in Libia, dove
secondo l’Italia esse avrebbero potuto cercare protezione. Tra queste vi
erano persone provenienti da Somalia, Eritrea e da altri paesi africani.

A maggio, una missione di ricerca di Amnesty International in visita in
Libia ha confermato che il paese non ha un sistema di asilo funzionante,
che cittadini stranieri subiscono maltrattamenti da parte delle autorita’
e che vengono effettuati rinvii forzati di persone verso i paesi di
origine senza prendere in considerazione i loro eventuali bisogni di
protezione internazionale. La delegazione ha visitato il centro di
detenzione di Misratah, a circa 200 chilometri da Tripoli, dove tra le 600
e le 700 persone, provenienti per lo piu’ da paesi africani, inclusi
Eritrea e Somalia, sono detenute in condizioni squallide e di grave
sovraffollamento.

Turchia
Per molti che vorrebbero accedere al sistema di protezione dell’Ue, la
Turchia e’ il paese dove il loro viaggio si ferma. Le migliaia di
richiedenti asilo che arrivano in Turchia ogni anno incontrano spesso
difficolta’ insormontabili nell’accesso ai loro diritti; in particolare le
persone che provengono da paesi come Iraq, Iran, Somalia e Afghanistan
devono far fronte a gravi ostacoli sia legali che pratici per accedere al
sistema di asilo.

La Turchia e’ di fatto il solo stato parte della Convenzione sui rifugiati
del 1951 a non riconoscere alle persone non europee lo status di
rifugiato, negando in questo modo la protezione a migliaia di persone.
Spesso i richiedenti asilo sono detenuti arbitrariamente, per lunghi
periodi e in condizioni inadeguate, e subiscono maltrattamenti. Inoltre,
la Turchia ricorre ampiamente al rinvio forzato di persone verso paesi
dove vanno incontro a violazioni dei diritti umani.

Molte persone, comprendendo di non avere speranze di ottenere protezione
in Turchia, cercano di spostarsi verso i paesi dell’Ue via terra o via
mare. Per alcuni questo viaggio finisce male perche’ vengono respinti
dalle autorita’ greche e a volte perdono la vita.

Grecia
Con la sua posizione geografica, la Grecia potrebbe giocare un ruolo
chiave nel garantire protezione ai rifugiati. Tuttavia, l’accesso di
persone in cerca di protezione al sistema di asilo e’ molto difficoltoso o
perche’ vengono respinte mentre cercano di entrare nel paese o per la
presenza di ostacoli nel sistema.

Attualmente la Grecia sta tentando di modificare la legislazione nazionale
sull’asilo per restringere ulteriormente la protezione eliminando il
diritto a un ricorso effettivo, in violazione del diritto internazionale
ed europeo. Inoltre, persistono forti preoccupazioni sulle condizioni di
detenzione dei richiedenti asilo e dei migranti.

L’11 giugno, la Corte europea dei diritti umani ha stabilito
all’unanimita’ che la Grecia ha violato i diritti di un cittadino turco
che aveva chiesto asilo nel 2007. Secondo la Corte europea la Grecia, date
le condizioni in cui l’uomo e’ stato detenuto, ha violato l’art. 3 della
Convenzione europea sui diritti umani relativo al divieto di tortura e
trattamenti inumani o degradanti. La Corte europea ha anche deciso, sempre
all’unanimita’, che la Grecia ha violato l’articolo 5 della Convenzione
che sancisce il diritto alla liberta’ e quello di contestare la
legittimita’ della detenzione.

Unione europea
Durante l’incontro dei capi di stato e di governo dell’Ue del 18 e 19
giugno e’ stato discusso il tema dell’immigrazione irregolare nel
Mediterraneo, incluse le misure per trasferire nel territorio dell’Ue
persone che necessitano di protezione internazionale allo scopo di
assistere gli stati meridionali dell’Ue che devono far fronte a
‘particolari pressioni’. Nel corso dell’incontro sono state dibattute
anche le misure per ‘rafforzare la capacita” dei paesi del Nord Africa di
garantire protezione a coloro che ne hanno bisogno. A luglio la
Commissione europea dovrebbe presentare una proposta sui trasferimenti
interni da Malta verso gli altri stati membri dell’Ue.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 20 giugno 2009

Per approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia – Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 – cell.348-6974361, e-mail press@amnesty.it

Che il 21 giugno segni un punto di svolta contro la SLA

Una data che non è casuale, quella scelta dall’International Alliance of ALS per celebrare la Giornata Mondiale di Sensibilizzazione sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica: come infatti il 21 giugno segna l’inizio dell’estate, ci sono tanti malati, familiari e volontari di tutto il mondo che ogni anno sperano in un “nuovo inizio” e in un passo decisivo nella lotta globale contro questa malattia che colpisce persone di ogni Paese

Ogni anno, dal 1997, l’International Alliance of ALS – organismo che raggruppa varie associazioni di pazienti con sclerosi laterale amiotrofica (SLA) di tutto il mondo, tra cui anche l’AISLA – celebra il 21 giugno l’ALS Global Day, vale a dire la Giornata Mondiale di Sensibilizzazione su questa malattia che colpisce indiscriminatamente persone di tutti i Paesi del mondo, indipendentemente dal colore della pella, dal credo religioso o dalla condizione economica, coinvolgendo sempre in modo pesante anche familiari, amici, parenti e colleghi di lavoro.
La data scelta per l’evento non è casuale: il 21 giugno, infatti, è un giorno di solstizio, un “punto di svolta” che apre la stagione estiva e ogni anno pazienti con SLA, familiari e volontari organizzano una serie di attività per esprimere la loro speranza che questo giorno possa essere un’altro punto di svolta nella ricerca per trovare la causa, la terapia e la cura di questa malattia.
Molti affiliati all’International Alliance organizzano perciò incontri con persone a cui è stata diagnosticata la SLA e con coloro che se ne prendono cura (caregivers), puntando alcuni su eventi con finalità sociali, altri su attività di raccolta fondi o semplicemente manifestando la volontà di far parte di coloro che, a livello mondiale, combattono la dura lotta contro la SLA.

Il Global Day è quindi importante perché è un giorno i cui i componenti dell’International Alliance mettono contemporaneamente in evidenza il loro ruolo e il loro impegno nella battaglia globale contro la SLA. In molti Paesi, del resto, già si celebrano giornate, settimane e mesi per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla patologia e per promuovere l’attenzione nei confronti di essa, ma solo questo giorno particolare permette di comprendere che tanti pazienti, caregivers, formatori di caregivers, medici, ricercatori, operatori sanitari e molti altri sono impegnati in questa battaglia.
Dal canto suo, l’AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) sarà impegnata già dal 19 giugno e per l’intero weekend del Global Day, ad organizzare, a promuovere e a partecipare a numerose iniziative – sia a livello nazionale che locale – con lo scopo di sensibilizzare e informare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla SLA, sulle problematiche connesse, sui bisogni degli ammalati e dei loro familiari. (Filippo Bezio)

thumbsSul sito internet dell’AISLA (raggiungibile cliccando qui) è disponibile il calendario di tutti gli eventi che vedranno coinvolta l’AISLA  nei prossimi giorni. Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa AISLA, tel. 0321 499727, ufficiostampa@aisla.it.

OCDE: l’Afrique et la crise économique mondiale

Après cinq années de croissance, la crise mondiale atteint aussi l’économie de l’Afrique. L’édition 2009 des Perspectives Economiques en Afrique (PEA) permet d’analyser et de comprendre l’économie sur le continent africain en ces temps de crise et au-delà.

Les nouvelles industries d’Afrique subsaharienne sentiront les premières conséquences de la crise sur l’exportation à cause de la chute de la demande des pays développés et la forte baisse du coût des matières premières. Les Investissements directs étrangers (IDE) se tariront également tout comme les crédits commerciaux et auront une incidence sur l’équilibre budgétaire des pays africains (déficit budgétaire en 2009). Les auteurs de l’édition 2009 estiment que si l’aide officielle au développement a progressé en 2008, une baisse des budgets d’aide des donneurs du fait de la crise économique actuelle est à craindre, ainsi que la pauvreté qui en découle. “En 2008, le Malawi et Madagascar ont bénéficié d’une forte croissance de leur agriculture, et d’investissements importants dans le secteur minier, pour ce qui concerne Madagascar” tels que  le projet Ambatovy de Sherritt International , les  usines de traitement, les centrales de production d’électricité, les usines de traitement chimique du nickel et du cobalt

Toutefois, l’édition 2009 montre que l’Afrique est en meilleure position pour affronter la crise aujourd’hui qu’il y a dix ans. En effet, plusieurs pays ont reformés leurs économies de manière prudente cette dernière décennie : allègement de la dépense publique, maîtriser l’inflation (en dessous de 10 %), dépréciation du taux de change réel pour rétablir la compétitivité. Les pays doivent donc mettre en oeuvre des politiques qui favoriseraient la globalisation financière et la mondialisation.

Pour atténuer les conséquences de la crise, les pays doivent stimuler la croissance par la consommation et des investissements internes, adopter des politiques fiscales durables pour favoriser les recettes et attirer les investisseurs. Les TIC ou Technologie de l’information et de la communication jouent un rôle majeur  car elles permettent de réduire les coûts, surmonter les contraintes en infrastructures. Par exemple : la banque en ligne, les paiements électroniques, l’agriculture électronique, le commerce en ligne, l’administration en ligne et l’éducation à distance.

Les marchés émergents d’Asie et d’Amérique latine constituent des partenaires de plus en plus importants en termes d’échanges et de développement, cette collaboration permettra aux pays africains d’être moins dépendants et plus autonomes vis-à-vis des pays développés de l’OCDE.

D’autres conséquences prévisibles de la crise concernent aussi la vie sociale et politique des pays africains. Concernant Madagascar et l’instabilité politique persistante dans le pays depuis le début de l’année 2009, la crise politico-sociale est déjà présente, il serait difficile d’envisager une meilleure issue face à la crise économique.

Pour tous les Etats d’Afrique, les auteurs des PEA proposent le maintien de l’ordre public dans le respect des droits de l’homme, l’amélioration de la gouvernance et le renforcement de la transparence par des élections libres et régulières.

© – Madatsara

Fonte: www.madastara.com

9 maggio: Giornata Mondiale del Commercio Equo

Il 9 maggio si celebra la Giornata Mondiale del Commercio Equo e Solidale. E quest’anno un vero “Big Bang” di feste ed eventi farà esplodere il pianeta con oltre 500 appuntamenti in più di 70 Paesi che inizieranno all’alba ad Auckland e si concluderanno a Samoa il 9 maggio 2009 passando per Africa (18 iniziative), Asia (90), Europa (200), Nord America (57), Sud America (6), Oceania (16). “Ambasciatori” dell’edizione 2009 la famosa banda di percussionisti STOMP, che insieme a Paul McCartney ex Beatles, Annie Lennox anima degli Eurytmics, Desmond Tutu e altre decine di personaggi, hanno deciso di offrire il loro volto per il commercio equo. In Italia AGICES e Fairtrade Italia lanciano un appello ai candidati al Parlamento Eur opeo per chiedere loro di sottoscrivere un impegno concreto in vista delle prossime consultazioni elettorali. Per info:  www.worldfairtradeday09.org

5 Giugno 2009: Giornata Mondiale dell’Ambiente

Tutti gli anni il 5 Giugno, le Nazioni Unite promuovono la sensibilizzazione a livello mondiale sull’ambiente, nonché l’attenzione politica e l’azione attraverso la Giornata Mondiale dell’Ambiente. Il tema di quest’anno è “Il Pianeta ha bisogno di te – Uniti per la lotta al cambiamento climatico”. Riflette l’urgenza delle nazioni per un nuovo accordo sulla convenzione sul clima, che si terrà a Copenhagen, i legami con la futura povertà e una migliore gestione delle foreste.

http://www.unep.org/wed/2009/english