Archivi tag: informazioni

SALUTE: E’ arrivata l’Oncoguida

In versione cartacea e on line, l’Oncoguida è un servizio di informazione per i malati di cancro e le loro famiglie, i curanti, le istituzioni, gli amministratori sanitari e i volontari. E’ uno strumento per sapere a chi rivolgersi per indagini diagnostiche, trattamenti terapeutici, sostegno psicologico, riabilitazione, assistenza e per essere informati sui propri diritti.

L’informazione come prima medicina, una Oncoguida al servizio dei malati di cancro. Questo il tema centrale del Convegno “Parlare con i malati di cancro”, che si è svolto il 4 novembre scorso presso l’Istituto Superiore di Sanità alla presenza del Viceministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Prof. Ferruccio Fazio, e del Presidente dell’ISS, Prof. Enrico Garaci.

Oncoguida è uno strumento che risponde alle esigenze più comuni dei malati di cancro, dei loro famigliari ed amici, per identificare rapidamente le strutture italiane specializzate nella diagnosi e cura dei tumori.
La guida consente di trovare, in modo semplice, nome ed indirizzo della struttura sanitaria da contattare per trovare risposta alle domande più comuni per i pazienti oncologici riguardanti la diagnosi, le terapie (chirurgia, chemio-terapia, radioterapia etc.), ma anche assistenza e sostegno psicologico.
La guida consente, inoltre di individuare le associazioni di volontariato, gli hospices (strutture per l’assistenza ai malati terminali), i centri di riabilitazione e per la terapia del dolore, presenti sul territorio nazionale.

Oncoguida, nata come progetto di AIMaC in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, è frutto della sinergia tra volontariato, istituzioni sanitarie e società scientifiche. È stata realizzata nell’ambito della campagna di comunicazione del Ministero della Salute “Con il malato, contro il tumore” con l’obiettivo di costituire una fonte unica e sempre aggiornata di informazione a disposizione del pubblico e degli addetti ai lavori.
La guida, realizzata da AIMaC (Associazione Italiana Malati di Cancro), ISS e Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, con la collaborazione delle Società scientifiche, è consultabile on line ma sarà presto disponibile anche in versione cartacea.

Alla pagina www.oncoguida.it è possibile consultare la versione on line dell’Oncoguida. Qui è possibile effettuare la ricerca in due modi diversi:
– Ricerca avanzata
– Ricerca per prestazione, che si divide in quattro aree tematiche: Terapia, Assistenza, Diagnostica e Crioconservazione.

“Sono le Pagine Gialle dell’oncologia – ha spiegato il prof. Garaci, Presidente dell’ISS – con 20.000 indirizzi in tutta Italia divisi per Regione e tipologia di struttura: ospedali, associazioni di volontariato, organizzazioni no profit per sapere a chi rivolgersi per diagnosi, trattamenti terapeutici, sostegno psicologico, riabilitazione e assistenza. Uno strumento prezioso per far valere i propri diritti e scegliere dove farsi curare”.
“Oggi abbiamo gli strumenti per poter valutare, con le “stellette”, l’appropriatezza clinica delle struttura e delle liste di attesa”, ha spiegato il Prof. Fazio, aggiungendo che “ora l’impegno è proprio quello di certificare, come Ministero, questo motore di ricerca, in modo da poter dare un valore aggiunto e presentare il prossimo anno una guida con le stellette”.
Con riferimento al tema del volontariato, il Viceministro ha precisato che “le azioni dei volontari spesso frustrati da un ruolo non riconosciuto, devono diventare parte integrata, certificata del Servizio Sanitario Nazionale. Bisogna sistematizzare la loro presenza nei reparti delle strutture ospedaliere”.

“Nell’ultimo anno in Italia si sono registrati circa 170 mila decessi per cancro. I tumori rappresentano la seconda causa di morte nel nostro Paese. A fronte di questi dati, che giustificano da soli l’attenzione che le Istituzioni devono riservare al tema delle malattia oncologica, si registra da parte dei cittadini una sempre maggiore richiesta di informazione”.
Lo spiega il Direttore generale della Direzione comunicazione e relazioni istituzionali del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, avv. Daniela Rodorigo. “Nell’ambito della propria attività di comunicazione sui tumori, le Istituzioni sono quindi chiamate a svolgere il loro ruolo tenendo sempre ben presenti due obiettivi primari: garantire al cittadino la compiutezza e la scientificità delle informazioni ed assicurare l’umanizzazione della comunicazione soprattutto nel rapporto medico-paziente.
Per migliorare l’efficacia della propria comunicazione il Ministero è impegnato da anni a costruire un sempre più saldo e innovativo rapporto con il mondo dell’associazionismo. L’obiettivo è quello di coinvolgere le maggiori associazioni di volontari e di pazienti nella definizione della strategia di comunicazione delle campagne da realizzare e di delegarle nella realizzazione di specifiche iniziative di sensibilizzazione sul territorio.


www.ministerosalute.it
www.oncoguida.it

 

fonte: www.nonprofitonline.it

Annunci

Vademecum influenza A – H1n1 (ottobre ’09)

Scarica i documenti:

Informazioni in caso di influenza – ITA (pdf 99,6 KB)

Informazioni in caso di influenza – ING (pdf 102 KB)

Poster in 3 lingue (46,9 KB)

Poster in 7 lingue

fonte: materiale predisposto dall’ASL di Reggio Emilia


OGM: per saperne di più e scegliere consapevolmente

thumbs

Un OGM è un organismo geneticamente modificato è un essere vivente che possiede un patrimonio genetico modificato tramite tecniche di ingegneria genetica, che consentono l’aggiunta, l’eliminazione o la modifica di elementi genici.
 Gli utilizzi di queste nuove tecnologie hanno coinvolto in primis i settori medico e farmacologico, per poi passare all’agroalimentare e all’ambientale.

In campo agricolo l’impiego degli OGM mira ad ottenete piante che presentino “nuove caratteristiche” tra cui: 
la resistenza a virus, batteri ed insetti per diminuire l’uso di pesticidi e combattere malattie difficili da controllare con i mezzi chimici; tolleranza alla siccità e al freddo per proteggere i raccolti e per estendere le coltivazioni a terreni attualmente non utilizzabili;
 aumento della produttività, modificando quindi la naturale regolazione della crescita.

 In campo alimentare invece si cerca di: migliorare le caratteristiche alimentari dei cibi, come ad esempio modificare il contenuto degli zuccheri e dei lipidi; aumentare la conservabilità dei prodotti rallentando il processo di maturazione; In campo ambientale si studiano le applicazioni possibili che riguardano l’utilizzo di organismi viventi per disinquinare il suolo e le acque. 


La diffusione di OGM però nell’ambiente e tra i prodotti destinati all’alimentazione animale e umana suscita parecchi interrogativi in merito a possibili rischi, infatti gli effetti dell’introduzione negli ecosistemi di geni non naturali sono difficilmente prevedibili, e presenta parecchi rischi ambientali tra cui: la trasmissione del gene nuovo dalla pianta modificata a piante della stessa specie o simili attraverso la diffusione del polline, senza aver la possibilità di monitoraggio; il trasferimento del gene nuovo ai microrganismi del suolo; l’aumento dell’utilizzo di pesticidi legato alle nuove caratteristiche di tolleranza indotta geneticamente nelle piante.

Inoltre sono ancora scarse le conoscenze dei possibili effetti nocivi sull’uomo, anche se sono stati ipotizzati alcuni rischi sanitari tra cui: l’ aumento delle allergie; la possibilità che i batteri della flora intestinali diventino resistenti agli antibiotici.

Fortunatamente dal 18 Aprile del 2004 tutti i prodotti contenenti ingredienti che hanno più dello 0,9% di Ogm sono stati etichettati con la dicitura “questo prodotto contiene Ogm” oppure “questo prodotto deriva da Ogm”, in modo da rendere la scelta delle nostre spese consapevole.

Foto credits: martinlabar

tratto da: http://www.sceglierbio.com

QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE SUI REFERENDUM

di Sandro Brusco 17.06.2009

A pochi giorni dal voto, la cortina di silenzio sui referendum è sempre fitta. E tra i non molti italiani che sanno della loro esistenza, regna la confusione sulle conseguenze che potrebbero produrre. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. Il primo e secondo quesito aboliscono la possibilità di formare coalizioni per ottenere il premio di maggioranza. Ma un eventuale successo non cambierebbe di molto le cose rispetto alla legge elettorale attuale. Il terzo impedisce ai leader di presentarsi in più circoscrizioni. Un meccanismo indifendibile, ma praticato da tutti i partiti.

A pochi giorni dal voto, molti italiani non sanno nemmeno che domenica e lunedì prossimi si terranno tre referendum elettorali. Anche tra quanti sono coscienti della loro esistenza, sembra esserci notevole confusione sui risultati pratici che avranno. Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza.
I referendum elettorali sono tre. Il primo elimina la possibilità di formare coalizioni per conseguire il premio di maggioranza a livello nazionale per la Camera. Il secondo fa lo stesso per i premi di maggioranza regionali al Senato. Il terzo elimina la possibilità, usata principalmente dai capi-partito, di candidarsi contemporaneamente in più circoscrizioni. La poca attenzione finora prestata ai referendum si è incentrata sul primo e sul secondo. Voglio qui andare controcorrente, iniziando la discussione dal terzo.

IL REFERENDUM SULLE CANDIDATURE MULTIPLE

L’attuale sistema elettorale prevede liste chiuse, ossia gli eletti di un partito o coalizione vengono determinati dall’ordine in cui appaiono in lista. Dato che l’ordine è a sua volta determinato dai dirigenti del partito, questo fornisce loro un enorme potere. Tale potere sembrò però insufficiente agli estensori della legge elettorale. Dopotutto, alla fine, quanti deputati e senatori elegge un partito viene ancora determinato dal numero di voti ricevuti; anche se tutti hanno una idea approssimativa dei voti che un partito può prendere, sorprese negative o positive sono possibili. Ne segue che, almeno occasionalmente, il candidato designato può non essere eletto o il candidato non particolarmente desiderato può farcela. Come fare per rendere più ferreo il controllo dei capi-partito sugli eletti?
La risposta è: candidature in più collegi. Questa possibilità, concessa dalla legge elettorale, viene normalmente sfruttata dai capi-partito per decidere ex post chi eleggere. Il succo del meccanismo è il seguente. Supponiamo che il partito X si aspetti di ottenere due seggi nel collegio 1 e due seggi nel collegio 2. A esser sicuri del risultato, basta mettere persone gradite ai capi-partito nei primi due posti della lista nel collegio 1 e nel collegio 2. Ma può accadere che ci siano sorprese, e in almeno un collegio i seggi siano tre, oppure uno. Si rischia in tal modo di ottenere l’elezione di qualcuno che non è stato unto dai capi-partito, o si rischia di far mancare la poltrona a qualcuno cui è stata promessa.
È qui che entrano in gioco le candidature multiple. Sostanzialmente, si mette il capo del partito come capolista nei due collegi, e dietro un paio di nomi di fedelissimi. Supponiamo ora che nel collegio 1 il partito ottenga due seggi e nel collegio 2 ne ottenga tre. Senza candidature multiple c’è il rischio che il terzo seggio del collegio 2 finisca a qualcuno non designato dai vertici, a cui magari era stato promesso un posto marginale in lista, come contentino. Ma con le candidature multiple il problema scompare. Ora dietro al capolista, lo stesso nei due collegi, stanno due candidati controllati dall’oligarchia in ciascun collegio. Il capo-partito, una volta visti i risultati, opta per il collegio 2. Finiscono quindi eletti i numeri due e tre nel collegio 1 (i fidati messi dietro al capolista) e i numeri uno, due e tre nel collegio 2 (il capolista più i due fidati). Chiaramente, se invece è il collegio 1 quello che genera la sorpresa dando più seggi del previsto, il capolista opterà per quello. In sostanza solo enormi sorprese, con variazioni impreviste degli eletti in molti collegi allo stesso tempo, possono rovinare i piani dei capi-partito. In tutti gli altri casi una sapiente scelta ex post del collegio in cui essere eletti consentirà ai capi-partito di mantenere un ferreo controllo degli eletti.
Il meccanismo è così indecente e spudorato che è difficile immaginare un qualunque argomento in sua difesa. Infatti, nessuno lo difende, o almeno io non ho visto un singolo articolo in sua difesa. Salvo poi non fare assolutamente nulla in Parlamento per eliminare la possibilità di candidature multiple e utilizzare puntualmente il meccanismo elezione dopo elezione. Al cittadino esterrefatto non resta che l’arma referendaria. E forse nemmeno quella, vista la cappa di silenzio che è stata imposta.

I REFERENDUM SUI PREMI DI COALIZIONE

I referendum sui premi di maggioranza aboliscono la possibilità di formare coalizioni per ottenere il premio di maggioranza. Se i referendum avranno successo, il premio di maggioranza nazionale per la Camera andrà alla singola lista che ottiene il maggior numero di voti, e i premi regionali per il Senato andranno alle liste che arrivano prime in ciascuna regione.
È bene non illudersi troppo sugli effetti di tale cambiamento. L’obiettivo iniziale del comitato referendario era quello di stimolare il dibattito parlamentare sulla legge elettorale. Ho anche cercato di argomentare l’estate scorsa che una buona riforma elettorale era possibile nel nuovo Parlamento, dato che era nell’interesse delle principali forze politiche presenti, Pd, Lega e Pdl. Ma non si è mai abbastanza pessimisti quando si analizza la politica italiana. Una discussione sulla riforma elettorale avrebbe richiesto un minimo di lungimiranza e buon senso. Avrebbe inoltre richiesto di agire con calma e per tempo. Apparentemente questo è chiedere troppo; si è atteso fino all’ultimo momento (e anche un po’ più in la: è stata necessaria una leggina per allungare i termini massimi entro cui andava indetto il referendum) per poi agitarsi scompostamente e secondo i propri ristrettissimi e ultra-miopi interessi di bottega.
Detto questo, un po’ di chiarezza sugli effetti dei referendum va fatta. Si è cercato di far passare l’idea che il referendum consegnerebbe l’Italia a Silvio Berlusconi, che renderebbe possibile governare anche con percentuali di consenso minime. Il ministro Calderoli ha addirittura detto che il risultato del referendum sarebbe di “assoluta dissonanza con la democrazia”. Non accadrebbe nulla di tutto questo. Di fatto, purtroppo, accadrebbe troppo poco.
Chiariamo anzitutto che anche con la legge attuale è perfettamente possibile che un partito con una quota elettorale ridotta ottenga il premio di maggioranza. Questa non è in alcun modo una novità del referendum. Chi afferma che la legge che uscirebbe dal referendum è antidemocratica sta quindi implicitamente dicendo che l’attuale legge è antidemocratica. Cosa succederebbe se passassero i referendum? Essenzialmente, anziché avere differenti simboli a supporto di un candidato  presidente del Consiglio, come accade ora, i partiti dovranno accordarsi ex ante su un unico simbolo e una unica lista. Questo può avvenire mediante l’inclusione di diversi simboli in un unico cerchio o mediante un nuovo simbolo. Non sarebbe una pratica nuova nel panorama italiano, tutt’altro. Per esempio, nel 2006 i Ds e La Margherita si presentarono sotto il comune simbolo dell’Ulivo per la Camera, ma con simboli separati per il Senato. Tutto questo per dire che la distinzione tra “coalizione di liste elettorali” e “lista elettorale” è alla fine assai meno netta di quel che può apparire a prima vista, per l’elementare ragione che i partiti rivedono la propria strategia elettorale a seconda della legge. Se passa il referendum vedremo, al tempo stesso, meno liste elettorali e liste elettorali più eterogenee. Ma, alla fine, i cambiamenti saranno minimi.
Per mettere concretamente i piedi nel piatto: se Berlusconi diventa sufficientemente forte da poter vincere senza la Lega, allora, anche con la legge attuale, può presentarsi da solo e guadagnare il premio di maggioranza. Da questo punto di vista, i referendum sono sostanzialmente ininfluenti. Può essere utile guardare ai numeri usciti dalle ultime elezioni politiche e dalle ultime Europee per avere un’idea più precisa di ciò che può succedere.

Partito % Voti Camera 2008
   
Pdl 37,39
Lega 8,3
Pd+Radicali 33,17
Idv 4,37
Udc 5,62
Sinistra Arc. 3,08
Mpa 1,13

 

Partito % Voti Europee 2009
   
Pdl 35,27
Lega 10,20
Pd 26,13
Idv 8,00
Udc 6,52
Prc-Pdci 3,39
Sin. & Lib. 3,13
Radicali 2,43

 

Se il Pdl si fosse presentato da solo alle ultime politiche sarebbe stato battuto da un listone Pd-Radicali-Idv, ossia, la coalizione che si formò alle politiche del 2008. Lo stesso sarebbe successo se i numeri rilevanti fossero stati quelli delle ultime Europee: un listone Pd-Radicali-Idv avrebbe ottenuto il 36,56 per cento dei voti, contro il 35,27 per cento del Pdl. La sconfitta del Pdl sarebbe stata ancora più netta se alla coalizione Pd-Radicali-Idv si fossero aggiunti pezzi sulla sinistra o sulla destra.
Ovviamente, quello che ci dicono questi numeri è che, anche se passassero i referendum, il Pdl non si presenterebbe da solo, rischiando in tal modo la sconfitta. Quello che ci possiamo aspettare, se passa il referendum, è una lista unitaria Pdl-Lega, presumibilmente con un simbolo composto dai due sotto-simboli appaiati, la cosiddetta “bicicletta”. Nulla di trascendentale, quindi. Il Pdl o il Pd riusciranno a governare da soli solo se aumenteranno i consensi o se le forze che li avversano saranno sufficientemente divise e rissose. Questo è vero con il sistema attuale e resterà vero con il sistema che potrebbe uscire dai referendum. Non è un caso che Berlusconi abbia così prontamente sacrificato i referendum appena la Lega ha fatto la voce grossa. Sapeva che non aveva gran che da guadagnarci.
Perché tanto agitarsi allora? Perché la Lega ha minacciato addirittura la crisi di governo per far fallire i referendum e ha imposto un notevole esborso ai contribuenti per evitare l’accorpamento dei referendum alle elezioni europee? Perché Antonio Di Pietro, dopo aver raccolto le firme, si è schierato contro i referendum? Ho analizzato altrove, più in dettaglio, le ragioni di tale opposizione. Qui è sufficiente dire che tutto questo isterico agitarsi mostra solo quanto i nostri rappresentanti siano ferocemente abbarbicati anche alle più piccole fette di potere. Essenzialmente si teme che, una volta costretti a fare liste elettorali uniche con i loro alleati principali, i partiti diversi da Pdl e Pd perdano riconoscibilità e quindi potere. Questo nonostante il fatto che comunque si voterà alle elezioni comunali, provinciali, regionali ed europee con sistemi che rendono possible la presentazione del proprio simbolo.

fonte: www.lavoce.it

 

Teachers Corner – l’angolo dell’insegnante

Si tratta di una risorsa che offre una vasta gamma di materiale didattico sull’Europa. Il materiale è stato prodotto da varie istituzioni UE ed altri enti governativi e non-governativi, al fine di aiutare i giovani a conoscere l’UE e le sue politiche. Tutte le informazioni sono calibrate in base a quattro gruppi di età degli studenti. Per trovare il materiale che meglio si addice ai requisiti di insegnamento basta cliccare sul gruppo di età di vostra scelta.
http://europa.eu/teachers-corner/index_en.htm

Studiando con le Summer School …

Vi segnaliamo ora alcune Summer School affinché, visitandone i siti, possiate familiarizzare, ma vi invitiamo soprattutto a prendere contatto con l’ufficio preposto della vostra università se volete conoscere le offerte nel vostro settore di studi.

L’8° Meeting Euromediterraneo, nell’ambito dell’Anno Europeo dell’Innovazione e della Creatività, si svolgerà quest’anno:
   – a Sebenico (Dalmazia, Croazia) dal 6 al 16 agosto 2009 sul tema: “Sviluppo Urbano e Regionale”, scadenza per la candidatura: 20 giugno 2009;
   – a Cariati (Calabria, Italia) dal 22 al 31 agosto 2009, sul tema: “Innovazione tecnologica e delle sinergie imprese-pubblica amministrazione”, scadenza per la candidatura: 27 giugno 2009.
Per ambedue le destinazioni sono previste borse di studio.
Possono candidarsi persone con età da 18 a 30 anni, che siano studenti universitari o laureati.
Tutte le informazioni e le modalità di candidatura e di richiesta delle borse sono sul sito www.8tj.it. Si può anche scrivere a info@8tj.it.

A Tamera (Portogallo) dal 29 luglio al 7 agosto 2009 si svolgerà la 15° International Summer University sul tema “Global Grace Village – Creating models for a Future without War”. Sono attesi visionari di tutte le nazioni, scienziati pazzi, giovani attivisti, amanti dell’avventura per creare un futuro senza guerra.
Il costo, che comprende vitto e alloggio) va da € 100 per chi dimostra di non potersi permettere di più, a € 320 per studenti fino a 25 anni che si iscrivono prima del 30 giugno e se non sono esaurite le 30 borse disponibili, a € 640 per tutti.
Tutte le informazioni e le modalità di candidatura sono sul sito www.tamera.org. Altre informazioni si possono chiedere a office@tamera.org.

L’International Summer School 2009 della University of Cambridge (Regno Unito) offre corsi sulle seguenti materie: Scienza, Letteratura, Storia, Shakespeare, Studi Medievali.
Tutti i dettagli sono sul sito www.cont-ed.cam.ac.uk/intsummer/. Per candidature e altre informazioni si può scrivere a intreg@cont-ed.cam.ac.uk.

La Summer University 2009 della NUI (National University of Ireland) di  Galway (Irlanda) propone corsi sui seguenti temi: Irish Studies, John McGahern International Seminar &  Summer School, International Writers, Education in Ireland, Irish Language, Certificate in TEFL, English Language, Achill Archaeological Field School.
Tutti i dettagli sono sul sito www.nuigalway.ie/iss/. Per candidature e altre informazioni si può scrivere a fiona.dwyer@nuigalway.ie.

Russia, Samara, Lost . . . in the heart of Russia, 21-31 luglio 2009, scad.: 15 giugno 2009, costo € 150. Promette di far scoprire l’anima russa, oltre che la città di Samara sul fiume Volga. Per iscrizioni e informazioni scrivere a neutralitae@gmail.com.

Croazia, Zara, I’ll go sailing!Why not!?:), 5-12 settembre 2009, scad.: 20 giugno 2009, costo € 180.  In barca a vela alla scoperta della costa dalmata. Per iscrizioni e informazioni scrivere a aegeepecs@gmail.com.
www.youtube.com/watch?v=rnubtMPANS4.

Francia, La Ferté-sous-Jouarre (Île-de-France), Sixième université d’été européenne de PRISME: Les actions éducatives et sociales territorialisées: pour quoi? par qui? comment?, 7 e 8 luglio 2009, scad.: 22 giugno 2009, costo € 20 + spese di vitto e alloggio.
www.prisme-asso.org/spip.php?article2076 

Francia, Parigi, Ecole d’Eté Temps Réel 2009 (ETR’09), 31 agosto – 4 settembre 2009, scad.: 30 giugno 2009, costo € 400 per corso, pasti e pranzo di gala.
http://etr09.telecom-paristech.fr/ 

 

fonte: www.eurocultura.it

Il giro del mondo in 80 giovani

Il Coordinamento Regionale Informagiovani del Piemonte, con sede presso il Centro Informagiovani della Città di Torino, ha realizzato un progetto denominato “Il giro del mondo in 80 giovani”, che promuove la partecipazione di ragazzi e ragazze nel trattamento di informazioni riguardanti la mobilità giovanile. L’obiettivo è quello di accompagnare i giovani durante le loro esperienze all’estero e condividerne il patrimonio informativo.

Il sito www.80giovani.it  raccoglie articoli e blog realizzati da ragazzi dai 16 ai 30 anni che si trovano temporaneamente all’estero per ragioni di lavoro, studio o volontariato ed offre la possibilità, ad altri giovani che in Italia stanno pensando di partire, di leggere, commentare e condividere le esperienze di vita all’estero dei loro coetanei.

Per informazioni si può scrivere a info@80giovani.it

 

fonte: www.eurocultura.it