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CONTO ALLA ROVESCIA PER “MINE VAGANTI” L’ULTIMO FILM DI OZPETEC | di Viviana Bello

 

 

 

Mancano 10 giorni esatti all’uscita al cinema di “Mine vaganti”. L’ultimo film del regista italo-turco Ozpetek, girato interamente a Lecce, racconta storie che non sempre siamo a abituati a vivere…quelle tra figli gay e genitori omofobi.

Sembrava ieri quando dopo la torrida estate anche noi del Centro Studi Kairòs abbiamo inaspettatamente accolto i nuovi vicini di casa…regista e poi l’intero cast artistico e tecnico di “Mine vaganti”. Sembrava ieri quando affacciandosi in Corte dell’Idume non mancava di imbattersi nelle corse delle ragazzine e nelle loro voci. «E’lì che si gira oggi!». Poi gli sguardi e le ripetute passeggiate di curiosi,  appostati quasi naturalmente, fingendo di sorseggiare una bibita fresca al Caffè Italiano. Sembrava ieri sì, invece a febbraio il film ha già ricevuto consensi al festival di Berlino. Adesso è attesissimo dal pubblico del Tacco D’Italia, primo tra tutti da quello leccese.

“Mine vaganti” racconta di Tommaso, interpretato da Riccardo Scamarcio. Tommaso che nella vita sogna di fare lo scrittore è figlio di una famiglia titolare di un pastificio. Torna in Puglia per un breve soggiorno e decide di fare coming out rivelando così una volta per tutte la sua omossessualità alla sua famiglia allargata. Tenta di rivelarlo allora al padre, interpretato da Ennio Fantastichini; alla madre, interpretata da Lunetta Savino; alla sorella, nella persona dell’attrice Bianca Nappi; al fratello Antonio, interpretato da Alessandro Preziosi e poi ancora alla zia alla zia nubile, alcolista e un po’ ninfomane interpretata da un’invecchiata Elena Sofia Ricci. Infine la rivelazione tocca anche alla tanto amata nonna, nella persona di Ilaria Occhini.

Durante il tanto atteso coming out, quando finalmente Tommaso sente di potersi togliere quel fastidioso sassolino dalla scarpa, non mancano delle sorprese che lo costringono a prolungare il suo soggiorno nella città barocca. Qualcuno prima di lui crea scompiglio rivendo un’altra omosessualità…

Ad una prima rivelazione clamorosa non ne può far seguito un’altra, quella di Tommaso appunto, così  costretto a cambiare preferenze sessuali almeno all’apparenza e a farsi carico del pastificio di famiglia si cui poco gli importa. Le vicende continuano riservando così riflessioni e risate…

Diversi i messaggi lanciati dalla famiglia leccese -che però di leccese di sicuro non ha neanche l’accento- ma uno è quello che più degli altri vogliamo condividere, forse perché a lanciarlo è la stravagante nonna o forse perché racconta verità che in fondo tutti noi sappiamo anche se qualcuno per diverse ragioni non riesce ad agire…“Non farti mai dire dagli altri chi devi amare, e chi devi odiare. Sbaglia per conto tuo, sempre”.  

L’appuntamento quindi è al 12 marzo prossimo…non fosse altro per vivere o rivivere attraverso gli occhi dell’affermato regista il nostro salento, i suoi borghi, le marine, il calore della nostra gente. E poi saluteremo nuovamente il cast con “Sogno” singolo di Patty Bravo scelto da Ozpetek per i titoli di coda di “Mine vaganti”.

 

 

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Cassazione: e’ tradimento anche la relazione gay

A chi tradisce la moglie con un altro uomo va addebitata la separazione. E’ quanto sottolinea la Corte di Cassazione che considera tradimento in piena regola anche una relazione omosessuale extramatrimoniale. La Corte ha così confermato la pronuncia di addebito della separazione ad un uomo che nell’ultimo periodo di convivenza matrimoniale aveva intrapreso una relazione gay con il commesso del suo negozio. Con questo comportamento secondo gli Ermellini si è violato l’obbligo di fedeltà. Inutile il ricorso in cassazione nel quale il marito aveva sostenuto che la crisi matrimoniale non era altro che l’epilogo della separazione di fatto che già si protraeva da tempo e che era stata concordata dai coniugi. Con sentenza n. 7207 del 2009 della prima sezione civile della Corte ha respinto il ricorso facendo rilevare che proprio tale relazione, intrapresa nell’ultimo periodo della convivenza matrimoniale, aveva compromesso il matrimonio nonche’ la possibilita’ di prosecuzione della convivenza, anche perche’ lui era andato a convivere con l’altro uomo, lasciando la casa coniugale. In considerazione poi della disparità economica tra le parti, l’ex marito gay dovrà ora versare alla moglie un assegno mensile di 500 euro.

fonte: www.centrocataldi.it

Diritti ai gay, Obama appoggia la dichiarazione dell’Onu

A differenza di quelli di George W. Bush, gli Stati Uniti di Barack Obama riconoscono che i gay hanno gli stessi diritti di tutti gli altri essere umani.

  Gli Stati Uniti hanno annunciato oggi il loro sostegno alla dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti degli omosessuali: si tratta di una decisione che pone, ancora una volta, la nuova amministrazione di Barack Obama su una strada opposta a quella percorsa dal precedente inquilino della Casa Bianca, George W. Bush. L’intenzione di Washington di unirsi ai 66 paesi firmatari del documento ispirato dalla Francia è stata annunciata dal portavoce del dipartimento di Stato, Robert Wood.

La dichiarazione, che non ha il carattere costrittivo di una risoluzione, era stata presentata lo scorso dicembre dalla Francia e, invocando l’universalità dei diritti dell’uomo, chiede la depenalizzazione mondiale dell’omosessualità. E’ composta da 13 punti che mirano ad “assicurare che l’orientamento sessuale o l’identità di genere non possa mai costituire la base per infliggere condanne, in special modo esecuzioni, arresti o detenzioni”. Il testo ha ricevuto 66 voti a favore, tra cui quelli della maggior parte degli Stati europei e sudamericani. Alla risoluzione si erano opposti il Vaticano, diversi paesi islamici, la Cina, la Russia e gli Stati Uniti.

Il portavoce del dipartimento di Stato americano ha comunque precisato che la decisione di sostenere il documento non avrà conseguenze giuridiche per gli Stati Uniti. “Il fatto di fornire il nostro appoggio non ci costringe ad alcun obbligo legale”, ha sottolineato. La notizia, in ogni caso, è stata accolta con grande favore dalla comunità omosessuale americana, che per la maggior parte ha sostenuto la candidatura di Barack Obama alla Casa Bianca.

D’altra parte, Geroge W. Bush, alleato dei gruppi religiosi e conservatori fedeli ai valori più tradizionali, si è sempre opposto al matrimonio tra omosessuali ed ha sostenuto un emendamento costituzionale federale, poi abortito, che ne avrebbe proibito il riconoscimento legale. L’ex presidente è sempre stato favorevole alla linea politica che imponeva agli omosessuali di tacere il loro orientamento sessuale se arruolati nelle forze armate degli Stati Uniti.

L’amministrazione Obama, da parte sua, ha lasciato intendere di volere abrogare la legge, molto controversa, che permette a gay e lesbiche di essere arruolati nelle forze armate a condizione di tenere sotto silenzio il loro orientamento sessuale. La Casa Bianca ha inoltre palesato l’opposizione di Obama a un divieto costituzionale federale del matrimonio tra omosessuali, sostenendo d’altra parte il diritto delle coppie omosessuali all’adozione.

Intanto il segretario di Stato francese per i Diritti umani, Rama Yade, ha espresso la soddisfazione di Parigi per la posizione di Washington. “Sono felice del fatto che gli Stati Uniti abbiano preso la decisione di firmare la dichiarazione relativa ai diritti dell’Uomo, all’orientamento sessuale e all’identità di genere, pronunciata davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a nome di 66 stati, il 18 dicembre” scorso, ha detto Rama Yade in un comunicato. “E’ essenziale che gli Stati Uniti si uniscano a questa mobilitazione internazionale e si associno all’impegno collettivo contro le violazioni dei diritti umani fondate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere”, ha aggiunto il segretario di stato francese.