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LA PAROLA ALLE DONNE per ITINERARI ROSA…percorsi al femminile | Venerdì 26 marzo 2010 dalle 21.00

LA PAROLA ALLE DONNE | invito/segnalibro

CITTA’ DI LECCE | Assessorato alla Cultura
& CENTRO STUDI KAIROS presentano 

LA PAROLA ALLE DONNE per ITINERARI ROSA…percorsi al femminile

Ieri 23 marzo 2010, nonostante il grigiore del cielo e degli animi per la perdita dell’amico Michele Frascaro, abbiamo girato nel bellissimo centro storico leccese arrivando poi nella periferica 167/A raccogliendo voci di donne…le loro idee relative all’esser donna, i loro sogni, le piccole e grandi difficoltà che come donne vivono. Voci, pensieri, denunce raccolti in un VIDEOSTREET con e di DONNE che “SI RACCONTANO”. Il videostreet verrà proiettato nella serata del 26 marzo 2010 durante la manifestazione organizzata dal nostro Centro Studi Kairòs per Itinerari Rosa.  

 

Ti invitiamo così il 26.03 c/o Caffè Letterario dalle 21.00 | sono previste
VIDEOSTREET | la parola alle donne
MOSTRA FOTOGRAFICA | percorsi al femminile
in esposizione dal 26 marzo al 02 aprile 2010
READING tra storie di vita e racconti | a cura di Ippolito Chiarello 

 

L’iniziativa è promossa in collaborazione con Caffè Letterario di Lecce

per info | info@centrostudikairos.com – 0832.246800

Ti aspettiamo…

  

  

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LA PAROLA ALLE DONNE per ITINERARI ROSA | a cura del Centro Studi Kairòs

Presentato ieri il programma della rassegna del Comune di Lecce ITINERARI ROSA all’interno della quale è prevista l’iniziativa del nostro Centro Studi Kairos…
23.03 INCONTRO per le vie del centro e di periferia con DONNE che “SI RACCONTANO” & 26.03 c/o Caffè Letterario dalle 21.30 VIDEOSTREET | la parola alle donne – MOSTRA FOTOGRAFICA | percorsi al femminile reading ecc… A breve ulteriori aggiornamenti, per adesso non prendete impegni per il 23 e il 26 marzo!

Donne che dovresti conoscere

Associazione Culturale DIOTIMART

In collaborazione con


Libreria Idrusa


Con il patrocinio di

Centro per il Libro e la Lettura

Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome

Unione delle Province d’Italia

Associazione Nazionale Comuni Italiani

Comune di Alessano

Comune di Specchia

Presenta


Donne che dovresti conoscere

esperienze altre di scrittura femminile III edizione 2009

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Giunge quest’anno alla terza edizione DONNE CHE DOVRESTI CONOSCERE, la rassegna a cura dell’associazione Diotimart che fin dal suo esordio si è posta come obiettivo l’indagine e la promozione del panorama letterario femminile e della produzione artistica delle donne, nelle sue molteplici forme e sfumature. L’attenzione per la specificità del pensiero femminile e della elaborazione artistica delle donne, unite alla sperimentazione di nuove pratiche divulgative del libro e della lettura, sono i presupposti teorici sui quali si basa l’intero progetto, che vede il suo luogo ideale nello scambio di esperienze, conoscenze e riflessioni. Ricco e variegato il programma delle iniziative proposto, che spazia dai laboratori di scrittura agli incontri con le autrici, senza trascurare le performances teatrali in cui la musica incontra la letteratura e la poesia. La manifestazione è compresa nell’ambito del progetto Ottobre, piovono libri ed è promossa dal Centro per il Libro e la Lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Protagoniste dell’edizione 2009 saranno le scrittrici: Toni Maraini, Eva Cantarella,Daniela Morelli Gli altri appuntamenti prevedono: un seminario di scrittura dal titolo“Scritture mistiche/scritture eretiche” a cura di Anna Rita Merico, lo spettacolo per voce e musica “Da una stanza all’altra. Viaggio nella letteratura femminile del ‘900”di e con Elisabetta Vergani, lo spettacolo di teatro-poesia “Calicanthùse” di Marthia Carrozzo, Margherita Macrì e con la partecipazione di Nabil Salameh.

Sulla scia del successo esponenziale riscosso dalle prime tre edizioni, che hanno trasformato il Paese in un’unica capillare “mappa della lettura” attraverso un inedito calendario arrivato nel 2008 a comprendere più di 1370 eventi letterari, riparte l’avventura di Ottobre, piovono libri, la campagna promossa dal Centro per il Libro e la Lettura della Direzione Generale per i Beni Librari, gli Istituti Culturali ed il Diritto d’Autore del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in stretta sinergia con laConferenza delle Regioni e delle Province Autonome, l’Unione delle Province d’Italial’Associazione Nazionale Comuni Italiani. Anche per Ottobre, piovono libri. I luoghi della lettura 2009 l’appello è rivolto a enti, istituzioni, associazioni, biblioteche e, in generale, a tutti coloro che lavorano per promuovere il libro e la lettura sul territorio. La campagna intende, infatti, dare visibilità a tutte le manifestazioni dedicate alla lettura e ai libri che si svolgono sul territorio italiano tra l’1 e il 31 ottobre 2009, nelle sedi più varie (piazze, teatri, scuole, centri per la terza età, strutture ospedaliere, comunità religiose, carceri, ecc.) e nelle forme più diverse (notti bianche letterarie, distribuzione di un libro a tutti i cittadini, book crossing, incontri con autori, cene letterarie, tornei sportivi a ispirazione letteraria, ecc).

Programma definitivo

Mercoledì 14 ottobre ore 20.30

Specchia – Convento dei Francescani Neri

Spettacolo di teatro-poesia

Calicanthùse

testi e concept di Marthia Carrozzo e Margherita Macrì

musiche di Rocco Nigro

voci di  Marthia Carrozzo e Margherita Macrì

con la partecipazione di Nabil Salameh

Dai Balcani a Hiroshima, passando per Beirut, per le impressioni ancora tangibili tra le rovine di Chatila. Corsi e ricorsi di una storia quasi beffarda, distratta, incapace, ugualmente inetta, da Oriente ad Occidente. Di contro l’intelligenza della pelle che apre un varco, s’insinua di volontà istintiva; forza precipua che scardina confini, che costantemente risorge dalle proprie ceneri, novella Fenice mai arresa; dolcezza che si muove silenziosa tra le pieghe dei respiri e germina bellezza anche là, dove sembra impossibile immaginarla.

Da un’idea di Marthia Carrozzo e Margherita Macrì, nasce questo viaggio sul filo tagliente e fragilissimo della Storia. Una storia “altra”, un incanto per versi e per voci che prende corpo attraverso i fiati, il respiro gonfio e partecipe che svela l’inettitudine di cui, a volte, sa essere capace l’umano. Un viaggio d’abbraccio vissuto sulla pelle da Marthia, Margherita, e, per l’occasione, da Nabil Salameh, voce e frontman dei Radiodervish, accompagnato e come alimentato dalle note di Rocco Nigro alla fisarmonica, in un mantice che richiama ed accoglie, che chiede la condivisione e nella condivisione si fa corpo.

Marthia Carrozzo è già Direttrice Artistica di “Scripta, dei modi dello scrivere e del dire poesia” – rassegna di poesia giovane che ha animato e vivificato le sale lettura della Biblioteca “N. Bernardini” lo scorso autunno, e porta avanti insieme a Margherita Macrì un progetto di ricerca sulla poesia contemporanea come poesia detta, come poesia dell’oralità, da ripensare nel respiro e nella voce. Parte dei testi dello spettacolo fanno parte di “Pelle alla Pelle, dimore di mare e solo sensi”, edito da LietoColle. Marthia ha rappresentato la Puglia, per la poesia, alla Biennale dei Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo edizione 2009, a Skopje.

***

Ven 16/Sab 17/Dom 18 ottobre

Alessano – Palazzo Legari

Seminario di scrittura

Scritture mistiche/Scritture eretiche

a cura di Anna Rita Merico (esperta Women’s Studies)

Il seminario “Scritture mistiche/Scritture eretiche” propone un percorso di approccio alla conoscenza di testi prodotti nell’arco del medioevo da donne che hanno cercato, trovato, indagato la possibilità della propria libertà e della propria ricerca di senso all’interno del rapporto con il Sacro. Un rapporto che ha permesso loro di conoscere la possibilità di dire di sé e del mondo a partire da energie e consapevolezze che hanno sfidato ordini costituiti e dogmi.
Il seminario intende consentire un approccio diretto a testi, una riflessione su di essi, l’esplicitazione del cosa indichi, per ognuna, vivere/percepire il Sacro all’interno di una dimensione laica dell’esistenza.

Durata complessiva: 9 ore

Ven 16/ Sab 17: orari 17.00 – 20.00

Dom 18: orari 9.00 – 12.00

info e iscrizioni (entro il 15 ottobre): 349.6415030

***

Mercoledì 21 ottobre ore 20.00

Alessano – Palazzo Legari

(alle 11.00 la scrittrice incontrerà gli studenti dell’Istituto Magistrale G. Comi di Tricase)

Incontro con la scrittrice

Toni Maraini

Presentazione del libro

“I sogni di Atlante. Aedi, Saltimbanchi, poetesse e musicanti nella tradizione di spettacolo popolare del Maghreb”,

2009 Poiesis Editrice

con

Giuseppe Goffredo (poeta e scrittore)

Sergio Torsello (giornalista)

Anna Rita Merico (esperta Women’s studies)

Toni Maraini – Toni (Antonella) Maraini, nata a Tokyo, scrittrice, poeta, storica dell’arte, studiosa del Maghreb. Dal 1964 al 1987 ha vissuto in Marocco dove ha svolto attività culturali e di ricerca, e insegnato all’Università di Rabat. Ha pubblicato poesie, testi critici, saggi e romanzi. Il suo ultimo racconto, “Lettere da Benares” (Sellerio, 2007), ha vinto il Premio Mondello. Membro di Horizons Maghrébins (Toulouse) e del Laboratorio Poiesis (Alberobello). Fa parte della redazione della rivista “Da Qui, letteratura, arte e società fra le Culture mediterranee”, Poiesis Editrice (Alberobello). Ha diretto i Quaderni del Fondo Moravia.

Questo saggio – basato su documenti (letterari, artistici, storici, antropologici) e su ricerche iniziate nel lontano 1964 aMarrakesh – rende omaggio a una cultura popolare che va scomparendo. Quella della tradizione maghrebina di aedi, poetesse/cantanti, contastorie, musicisti, istrioni, saltimbanchi, attori, oniromanti, guaritrici e altre e altri dispensatori di arti, saperi, favole e risate esibiti nello spazio pubblico. Simile alla storia del “teatro di strada” e delle esibizioni in piazza di altre tradizioni popolari, ci aiuta a capirne le dinamiche e, nel contempo, arricchisce il nostro sapere odierno con esempi di alta poesia e di umana estrosità. Nonostante il particolare taglio specialistico, la materia di questo libro può essere recepita dal comune lettore come un “romanzo storico mediterraneo”. La narrazione di un insieme di tradizioni – orali ma anche dotte, sublimi ma anche picaresche, religiose ma anche secolari – che compongono i tasselli di una memoria intermediterranea troppo spesso ignorata.

***

Giovedì 29 ottobre ore 20.00

Specchia – Convento dei Francescani Neri

Spettacolo di teatro-letteratura

Da una stanza all’altra

viaggio nella letteratura femminile del ‘900

drammaturgia e regia Elisabetta Vergani

musica Filippo Fanò

con

Elisabetta Vergani

Filippo Fanò

Elisabetta Vergani è nata a Milano il 15 novembre 1968. Diplomata come attrice presso la Scuola Civica d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano nel 1991. Fondatrice e direttore dell’associazione teatrale Farneto Teatro dal 1992.

Raccontare l’esperienza di donne scrittrici, poetesse, intellettuali nel cammino compiuto verso la consapevolezza del proprio nome, del proprio ruolo nella società, del diritto a quella “stanza tutta per sè” di cui ha scritto Virginia Woolf; raccontare l’esperienza di donne lacerate tra la vita quotidiana ed il loro sforzo di dare voce alla propria anima, corpo alla propria vocazione artistica.

“Solo chi regna al centro di sè ha diritto ad una stanza” scrive Grazia Livi nel bellissimo libro di critica letteraria da cui ho mutuato il titolo di questo progetto. Sterminato è il materiale composto da prose, lettere, racconti, poesie, diari raccolto in questi anni di interesse e studio per questo tema. Innumerevoli le donne che nel loro percorso artistico se ne sono interessate o che ne hanno addirittura fatto il centro della loro opera.

Le stanze sono quelle di Marina Cvetaeva, Virginia Woolf, Milena Jesenska, Emily Dickinson, e Katherine Mansfield, Sono quasi tutte appartenenti al XX secolo, quello dell’ emancipazione femminile, anche se tutte loro riconoscono un enorme tributo alle loro antenate dei secoli precedenti, dalle sorelle Bronte a Jane Austen, da Karoline von Gunderrode a George Elliot.

La mappa di questo viaggio è composta dalle loro voci in una drammaturgia che intreccia la loro altissima produzione artistica alla loro biografia quotidiana, per abitare di nuovo le loro stanze, così difficoltosamente conquistate ma così mirabilmente arredate, scoprendo che le loro domande, a volte gridate, più spesso sussurate o bisbigliate, danno dignità e senso a noi, piccole donne e piccoli uomini del ventunesimo secolo.

***

Mar 3 – Mer 4 novembre

Scuole medie inferiori di Tricase – Spongano – Specchia – Ruffano

Incontro con la scrittrice

Daniela Morelli

Presentazione del libro

I ragazzi delle barricate, 2009 Mondadori junior

Daniela Morelli è nata a Varese ma vive tra Milano e Roma. Ha studiato alla Scuola d’Arte Drammatica del Piccolo Teatro, è stata attrice di cinema e teatro. Sceneggiatrice di serie televisive di successo, tra le quali “La squadra”, autrice di testi teatrali e musical per adulti e per ragazzi, ha vinto numerosi premi tra i quali il prestigioso Dimitri Mitropolus di Atene. I suoi spettacoli sono stati rappresentati al Piccolo Teatro di Milano, al Teatro Studio e agli Arcimboldi. Per la collana ragazzi di Mondadori Junior ha già pubblicato: “Il segreto delle tre caravelle” (2007).

I ragazzi delle barricate

Loro sono Enrico, del collegio dei martinitt, Serafina, figlia del caldarrostaio di piazza della Scala, e Malachìa, nato in un’importante famiglia milanese: tre orfani i cui sogni e le cui vicende personali si intrecciano in una città che si prepara all’insurrezione. Costretti a far scelte di vita e di morte, di azione e di strategia, di alleanza e di ribellione, insieme sulle barricate in piazza del Duomo i tre ragazzi combattono per la libertà. È il 1848, la terza delle Cinque giornate di Milano.

***

Martedì 24 novembre ore 11.00

Tricase – Liceo Classico Scientifico G. Stampacchia

Incontro con la scrittrice

Eva Cantarella

Presentazione del libro

Dammi mille baci. Veri uomini e vere donne nell’Antica Roma, 2009 Feltrinelli

Eva Cantarella insegna Istituzioni di diritto romano e Diritto greco antico all’Università di Milano. Tra le sue opere ricordiamo: “L’ambiguo malanno. La donna nel mondo greco e romano” (Milano 1980, terza ediz. 1995), “Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico” (Milano 1987, terza ediz. 1995), “I supplizi capitali in Grecia e a Roma” (Milano 1991), “Pompei: i volti dell’amore”(Milano 1998) e “Un giorno a Pompei” (Milano 1999), “L’amore è un dio. Il sesso e la polis” (Feltrinelli, 2007).

Dammi mille baci

Dopo la ricognizione sull’eros greco, Eva Cantarella, parla dell’amore al tempo dei romani. Per un romano la virilità era la massima virtù; e i romani venivano educati ad assoggettare e a essere dominatori, nella politica come nell’amore e nel sesso. E infatti da una violenza, quella di Marte ai danni di Rea Silvia, nasce Romolo,il fondatore della città. L’altra faccia della sessualità romana è etica del vanto, il gloriarsi della propria virilità anche negli aspetti più concreti e materiali. E le donne? Ci sono quelle che si adeguano (Porzia, che si suicida inghiottendo carboni ardenti), le donne modello di virtù (Lucrezia) e le ribelli (Sulpicia),contro cui si accaniscono le leggi moralizzatrici. E poi i “veri” uomini, Augusto e Cesare, i poeti Grazio e Marziale, e ovviamente, Catullo, che chiede con pari trasporto i baci della bella Lesbia e del tenero Giuvenzio.

px; mare$lf  \>Daniela Morelli è nata a Varese ma vive tra Milano e Roma. Ha studiato alla Scuola d’Arte Drammatica del Piccolo Teatro, è stata attrice di cinema e teatro. Sceneggiatrice di serie televisive di successo, tra le quali “La squadra”, autrice di testi teatrali e musical per adulti e per ragazzi, ha vinto numerosi premi tra i quali il prestigioso Dimitri Mitropolus di Atene. I suoi spettacoli sono stati rappresentati al Piccolo Teatro di Milano, al Teatro Studio e agli Arcimboldi. Per la collana ragazzi di Mondadori Junior ha già pubblicato: “Il segreto delle tre caravelle” (2007).

I ragazzi delle barricate

Loro sono Enrico, del collegio dei martinitt, Serafina, figlia del caldarrostaio di piazza della Scala, e Malachìa, nato in un’importante famiglia milanese: tre orfani i cui sogni e le cui vicende personali si intrecciano in una città che si prepara all’insurrezione. Costretti a far scelte di vita e di morte, di azione e di strategia, di alleanza e di ribellione, insieme sulle barricate in piazza del Duomo i tre ragazzi combattono per la libertà. È il 1848, la terza delle Cinque giornate di Milano.

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Martedì 24 novembre ore 11.00

Tricase – Liceo Classico Scientifico G. Stampacchia

Incontro con la scrittrice

Eva Cantarella

Presentazione del libro

Dammi mille baci. Veri uomini e vere donne nell’Antica Roma, 2009 Feltrinelli

Eva Cantarella insegna Istituzioni di diritto romano e Diritto greco antico all’Università di Milano. Tra le sue opere ricordiamo: “L’ambiguo malanno. La donna nel mondo greco e romano” (Milano 1980, terza ediz. 1995), “Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico” (Milano 1987, terza ediz. 1995), “I supplizi capitali in Grecia e a Roma” (Milano 1991), “Pompei: i volti dell’amore”(Milano 1998) e “Un giorno a Pompei” (Milano 1999), “L’amore è un dio. Il sesso e la polis” (Feltrinelli, 2007).

Dammi mille baci

Dopo la ricognizione sull’eros greco, Eva Cantarella, parla dell’amore al tempo dei romani. Per un romano la virilità era la massima virtù; e i romani venivano educati ad assoggettare e a essere dominatori, nella politica come nell’amore e nel sesso. E infatti da una violenza, quella di Marte ai danni di Rea Silvia, nasce Romolo,il fondatore della città. L’altra faccia della sessualità romana è etica del vanto, il gloriarsi della propria virilità anche negli aspetti più concreti e materiali. E le donne? Ci sono quelle che si adeguano (Porzia, che si suicida inghiottendo carboni ardenti), le donne modello di virtù (Lucrezia) e le ribelli (Sulpicia),contro cui si accaniscono le leggi moralizzatrici. E poi i “veri” uomini, Augusto e Cesare, i poeti Grazio e Marziale, e ovviamente, Catullo, che chiede con pari trasporto i baci della bella Lesbia e del tenero Giuvenzio.

GUERRA E PACE. Donne e politica tra violenza e speranza.

di Alessandra Guerra

asCorrere con i lupi, correre in un mondo di uomini: è questa la scelta che Alessandra Guerra compie e persegue fino in fondo, nella fervida convinzione che in politica non ci sono differenze tra uomo e donna, ma solo persone, null’altro che semplici persone. L’amara e improvvisa fine di quindici anni di impegno politico e istituzionale la porta a un’appassionata e lucida riflessione sulla condizione del femminile e a riaffacciarsi al mondo con una nuova e serena consapevolezza.

Alessandra Guerra riflette sulla natura del genere umano e sul ruolo delle donne nella società. Utilizzando la formula del diario di viaggio, descrive la sua esperienza e analizza il comportamento umano di fronte a interessi economici e di potere. Accurate e a tratti liriche, le descrizioni degli ambienti naturali ed antropici da lei visitati divengono fonte d’ispirazione per riflessioni di carattere sociale, psicologico e culturale. Il viaggio come metafora e preparazione al viaggio nell’anima. Alla necessità di dar voce e spazio a quesiti irrisolti, ad interrogativi profondi che invocano risposte. Sullo sfondo, il ruolo delle donne nella società occidentale.

Il desiderio di coniugare ancestrali vocazioni materne, accoglienti, femminili, con moderne necessità che costringono oggi le donne ad un ruolo attivo nel mondo del lavoro. Che le esortano altresì ad impegnarsi per rappresentare le istanze di un genere, il femminile, ancor poco valorizzato. Ne emerge il quadro di una società spesso avvitata su se stessa, supponente, volta a rincorrere edonismi senz’anima. Un mondo chiuso, arrogante, che non accoglie. Esclude. Non esclude solo chi viene da fuori, ma porzioni rilevanti e scomode del suo stesso ambiente sociale.

Che fare? Lasciare spazio alle donne. Questo accade ormai da tempo nelle democrazie occidentali più evolute. Favorire lo sviluppo di un nuovo equilibrio tra maschile e femminile che in entrambe le parti riconosca e valorizzi l’opposto, le attitudini proprie all’altro genere. Quelle che spesso ciascuno di noi custodisce in un angolino recondito della propria psiche.
Accompagnano il lavoro dell’autrice gli scritti di tre esperti in psicologia e medicina e una giornalista. I loro contributi offrono al lettore una chiave di lettura scientifica che dà completezza al libro

http://www.socialnews.it/eventi_home/LIBRO%20GUERRA.html

Nuovo corso di formazione riservato a donne finanziato dalla Regione Puglia

Nuovo corso di formazione riservato a donne finanziato dalla Regione Puglia

 

 

POR PUGLIA 2000/2006 Avviso 8/2009 Mis. 3.14 az.d)

Regione Puglia Servizio Formazione professionale D.D. n. 930 del 12/06/2009

BANDO DI AMMISSIONE

Corso di formazione gratuito per:

Esperto del restauro di manufatti in mosaico e pietra leccese

durata 600 ore di cui:

10 di orientamento; 130 formazione di base; 110 laboratorio di restauro pietra leccese; 110 laboratorio restauro mosaico e 240 di Stage

Il corso ha l’obiettivo di formare una figura professionale che sia in grado di svolgere le operazioni di restauro dei manufatti in pietra leccese e del mosaico.

Corso riservato a:18 donne di cui almeno il 30% immigrate con regolare permesso di soggiorno

Ente proponente e attuatore del progetto : Scuola Edile della provincia di Lecce

Requisiti richiesti: Disoccupate iscritti ai Centri per l’Impiego in regola con l’obbligo formativo.

Sede del corso: Scuola Edile V.le Belgio Zona Industriale di Lecce

Indennità oraria: € 6,00 per ogni ora effettiva di frequenza

Inizio/fine ed orario delle lezioni: entro il 14 settembre 2009 e si concluderanno entro febbraio 2010 dalle ore 8.00 alle ore 13.00 dal lunedì al venerdì.

Le domande di ammissione dovranno pervenire alla Scuola Edile di Lecce (a mano o per posta) entro e non oltre le ore 12 di venerdì 4 settembre 2009 (non fa fede il timbro postale).

Le domande, in carta libera, dovranno contenere l’autocertificazione relativa a : dati anagrafici, indirizzo e recapito telefonico, titolo di studio, situazione occupazionale, con espressa autorizzazione al trattamento dei dati personali.

Le immigrate dovranno allegare il permesso di soggiorno.

Presso gli uffici della Scuola e sul sito internet è disponibile il facsimile di domanda.

Le aspiranti corsiste dovranno presentarsi, presso la sede operativa della Scuola Edile, lunedì 7 settembre 2009 alle ore 09:00senza ulteriore avviso – per la selezione d’ammissione, munite di documento di riconoscimento, copia del titolo di studio e certificato di disoccupazione.

Il materiale didattico, attrezzature, utensili e Dispositivi di Protezione Individuali saranno forniti gratuitamente.

Lecce, 13 luglio 2009

Per ulteriori informazioni ed iscrizioni rivolgersi a:

Scuola Edile della provincia di Lecce Viale Belgio Zona Industriale 73100 Lecce

Tel. 0832 332095 Fax 0832 332144 e-mail : info@scuolaedilelecce.it sito internet www.scuolaedilelecce.it

 

La rivincita delle donne

La crisi economica non guarda in faccia nessuno: toglie il lavoro senza fare distinzioni di sesso. Ma i numeri dicono che lo tsunami colpisce più gli uomini delle donne, operando così un primo riequilibrio in un panorama occupazionale che, comunque, resta sfavorevole per l’universo femminile italiano.
L’Istat ha registrato che nel primo trimestre 2009 sono stati bruciati 204 mila posti di lavoro: 162 mila tra gli uomini, 42 mila tra le donne. Come dire che queste ultime sembrano resistere meglio alla tempesta. Forse è presto per parlare di una vera e propria tendenza.
Però fa riflettere uno studio della Commissione europea (‘Equality between women and men in a time of change’) nel quale, anche con riferimento alla situazione italiana, si osserva che “la recessione sta colpendo più uomini che donne, segno che molti settori in cui si è sentito il peso della crisi sono a predominanza maschile”.

Secondo Bruxelles, inoltre, la crisi può addirittura diventare un’opportunità: “Bisogna raccogliere la sfida e implementare le politiche attive per l’occupazione femminile, i sistemi di flessibilità e sicurezza, soprattutto per quanto riguarda le tipologie contrattuali: lavoro accessorio, contratto di inserimento, part-time”.
Sempre l’Istat ha indicato nei maschi capifamiglia i bersagli principali della crisi.
E questo perché la recessione ha travolto i loro settori tradizionali: industria e manifatture. “Di contro”, osservano dalla Bocconi, che ha curato un recente rapporto sulle diversità salariali tra i due universi, “con la crisi le imprese saranno costrette a premiare il meglio delle loro risorse puntando sul merito. È scontato che le donne prevarranno seguendo questo criterio”.

La crisi come selezione naturale delle eccellenze femminili? Susanna Camusso, segretario confederale della Cgil, non ci crede: “La selezione la fanno gli uomini, che tendono a scegliersi tra loro, e che discriminano le donne per ragioni culturali e sociali.
Basta vedere lo sbilanciamento che c’è, in favore degli uomini, tra i neolaureati. Credo che vada rivisto il sistema del welfare.
Senza sostegno di politiche sociali adeguate le donne in cerca di lavoro vengono colpite da un ‘effetto scoraggiamento’ che contagia soprattutto le donne meno scolarizzate. Inoltre la crisi colpisce soprattutto i lavoratori con contratti precari e quelli impiegati nei servizi. Quindi donne, soprattutto”.

Un’analisi condivisa dalla Confapi: “Le donne accettano più facilmente la cassa integrazione, si concentrano in funzioni impiegatizie più intercambiabili e sono dunque più facili da tagliare”. Posizione che vede concorde anche la Confcommercio, che punta l’indice sulle 40 mila imprese del settore che hanno chiuso i battenti nell’ultimo anno: un comparto a occupazione prevalentemente femminile. Più articolata l’analisi di Linda Laura Sabbadini, direttore centrale Istat: “È vero che l’occupazione femminile cala meno di quella maschile.
Però questo avviene esclusivamente per l’aumento dell’occupazione femminile straniera. E in particolare nel settore dei servizi alla famiglie (badanti, assistenza agli anziani). In realtà l’occupazione femminile italiana cala nella stessa misura di quella maschile anche nell’industria”.
Fra qualche mese, probabilmente, il quadro sarà più chiaro, e si potrà valutare se la crisi avrà cambiato i rapporti di forza tra occupazione maschile e femminile in favore di quest’ultima.
Ma un elemento che sicuramente potrà cambiarli in futuro sta per arrivare sotto forma di una più lunga permanenza sui luoghi di lavoro nel pubblico impiego. Il governo, infatti, per onorare il diktat europeo, si prepara ad aumentare l’età pensionabile per le statali: ci sarà un innalzamento di un anno ogni 24 mesi, fino a quota 65, come è oggi per gli uomini.

Ma da dove partono, le donne italiane? E riusciranno a trovare lo scatto di reni per colmare lo svantaggio che oggi le penalizza nel mondo del lavoro?
L’ultima fotografia del lavoro femminile in Italia è stata scattata dal professor Emilio Reyneri per il Cnel in un Rapporto commissionato dal Parlamento, e disegna un quadro di profonda ingiustizia nei confronti delle donne.
Le italiane contendono alle donne di Malta il primato delle meno occupate d’Europa, e sono confinate nel perimetro dei loro mestieri tradizionali. Hanno contratti più insicuri, paghe più basse, tutele incerte se mettono al mondo dei figli e fanno una fatica enorme a conquistare quei posti di potere che gli uomini si tengono stretti anche se, mediamente, sono meno preparati.
Uno studio che lascia pochi spiragli anche per il futuro.
Nel 2010, ad esempio, l’Italia non riuscirà a centrare gli obiettivi indicati dal Consiglio di Lisbona di dieci anni fa: occupazione al 60 per cento per le donne fra i 15 a 64 anni. Il livello attuale si ferma infatti al 46 per cento e i numeri dicono che non basterà trovare un lavoro a tutte le donne che oggi lo cercano perché il tasso di attività, che misura le persone in cerca di lavoro, non raggiunge il 51 per cento.
Un numero bassissimo che il Rapporto spiega soprattutto con la rinuncia, sempre più consistente, delle donne meridionali ad affacciarsi sul mercato.
Un effetto che diventa una vera e propria epidemia quando arrivano i figli. Come in tutti i paesi, tranne quelli nordici, anche in Italia la partecipazione al lavoro delle donne adulte con figli è inferiore a quella delle donne senza figli, qualunque sia l’età dei figli.
“Io renderei il permesso di paternità obbligatorio per legge”, afferma Susanna Camusso: “Le aziende partono con un pregiudizio di fondo nei confronti delle donne al momento dell’assunzione: se il peso della crescita dei figli fosse diviso a metà dall’inizio, le cose cambierebbero”.

Il Rapporto affronta anche il capitolo dell’accesso ai ruoli di potere. “Le donne occupate sono più istruite dei maschi (il 19 per cento di laureate contro poco più del 12 dei maschi e il 49 di diplomate contro il 43 degli uomini)”, osserva Reyneri: “Però i laureati raggiungono posizioni dirigenziali e intellettuali più spesso delle laureate.
Tra coloro che sono in possesso di un diploma, i maschi sono sovrarappresentati tra i dirigenti e nei lavori operai specializzati e qualificati, mentre le donne si concentrano tra le impiegate e le addette alle vendite e ai servizi alla persona”.

A dispetto dei percorsi formativi mediamente più brillanti, insomma, le donne sono spesso tagliate fuori dalle stanze dei bottoni. E nulla è cambiato negli ultimi 15 anni, nonostante i ripetuti e un po’ ipocriti appelli della politica, degli organismi tecnocratici e delle parti sociali. A conti fatti, oggi solo il 3 per cento delle laureate (contro l’11 dei laureati) fa il dirigente: come nel ’93.
“Le donne”, afferma l’imprenditrice Marina Salamon, “sono più produttive, più leali e più secchione dei maschi.
E come dirigenti si fanno preferire. Purtroppo il sistema legislativo, il clima culturale e una certa tendenza degli uomini a fare ‘branco’ le taglia fuori dai posti di potere. Fra qualche generazione le cose cambieranno: oggi purtroppo abbiamo un Parlamento mascolinizzato che legifera male”. Propone quindi Salamon: “Io accetterei l’idea di andare in pensione a 65 anni in cambio di una buona legge sul part-time”.
Qualche idea su come cambiare le cose la propone anche il giuslavorista Pietro Ichino: “Il nostro ordinamento si caratterizza per un atteggiamento paternalistico nei confronti del lavoro femminile, che in molti casi si traduce in una remora alla valorizzazione piena della professionalità delle donne. Ascrivo a questo paternalismo anche la differenza nell’età di pensionamento”.
Ichino propone la sua formula per migliore i livelli occupazionali femminili: “Si può attivare una grande varietà di ‘azioni positive’ mirate a costruire una parità effettiva tra uomini e donne. Tra queste la più efficace sarebbe, probabilmente, una misura che non è mai stata sperimentata: la detassazione selettiva del reddito di lavoro femminile.
Sarebbe una misura molto efficace perché la domanda e l’offerta di lavoro femminile sono molto più elastiche rispetto al lavoro maschile: cioè aumenterebbero sensibilmente in conseguenza di una riduzione selettiva dell’imposta sui redditi”.

Tratto da: L’Espresso, 13 luglio 2009.

Violenza sulle donne, i dati del Centro Renata Fonte

Il rapporto 2008. Circa 400 le richieste di aiuto, sono donne con figli e nel 70% dei casi senza reddito proprio

image_resizeNel corso del 2008 sono state circa 400 le donne che hanno chiesto aiuto al Centro antiviolenza “Renata Fonte”, nato a Lecce nel 1998 e gestito dall’associazione Donne Insieme onlus. “Prevenire, contrastare, eliminare la violenza nei confronti delle donne e dei minori” è l’obiettivo primario del Centro, che lavora con l’intento di restituire alle donne che hanno bisogno d’aiuto la speranza di riprendere a lottare per le proprie vite e di ritornare padrone di sé stesse. Paura, vergogna, senso di colpa, isolamento sono i quattro elementi che si intrecciano nel vissuto di una situazione di violenza, come emerge dal rapporto annuale curato dal Centro secondo cui nel 92,4 % dei casi è la donna vittima che richiede un aiuto diretto attraverso il contatto telefonico, mentre nei restanti casi si tratta di parenti, amici o conoscenti della vittima che, impotenti, cercano informazioni sul miglior modo di fornire loro aiuto. Come noto, nella stragrande maggioranza dei casi (nello specifico l’89,3%) autori delle violenze sono partner o ex partner, decisamente più contenuti (7,6 % e 3%) i casi in cui i comportamenti sono messi in atto da parte di un altro familiare o di estranei.

La violenza 33 volte su 100 si concretizza in un maltrattamento fisico, ma prevalgono le situazioni (48% dei casi) in cui la vittima subisce sul piano psicologico, accusando perdita di autostima, ansia, insonnia, disturbi alimentari, paura per la propria vita e quella dei propri familiari, autocolpevolizzazione, profondo senso di impotenza, depressione. Fa registrare inoltre una percentuale del 18,2 la violenza sessuale. Altri aspetti fondamentali nell’analisi di queste realtà, con l’obiettivo di aiutare chi si trova a subirle, riguardano da un lato il tempo che intercorre tra il verificarsi della violenza e la richiesta d’aiuto, dall’altro l’età, la condizione e il reddito della donna vittima. Il rapporto evidenzia che nel 74% dei casi la violenza si è manifestata mesi o anni prima della richiesta d’aiuto, nel 21,3 % qualche giorno prima, e nel 4,7 % qualche ora prima, un dato questo che fa registrare un aumento delle chiamate in emergenza. Le donne vittime delle violenze hanno tra i 30 e i 50 anni, sono in maggioranza coniugate (60%), separate nel 30% dei casi e solo nel 10% nubili. La grande maggioranza delle donne ha figli (85%), che a loro volta sono vittime della violenza assistita. E se ben il 70% delle vittime non dispone di reddito proprio – condizione che di per sé favorisce la situazione di dipendenza e il senso di inferiorità di chi subisce – c’è anche un 30 % che dispone di reddito ma a cui viene impedito di gestirlo. Un’altra forma, non meno odiosa, di violenza è il fenomeno dello stalking, le cui vittime subiscono ripetutamente molestie o minacce tali da turbare le normali condizioni di vita, o sono poste in uno stato di soggezione o grave disagio fisico e/o psichico, in modo da determinare paura e terrore per la sicurezza personale o dei familiari.

Dall’entrata in vigore della nuova legge sul reato di stalking sono già 20 le donne vittime che hanno chiesto aiuto al Centro, la maggior parte di loro ha già sporto denuncia e per una di loro la vicenda si è conclusa. Oltre al servizio di accoglienza telefonica, il Centro Renata Fonte offre anche consulenza legale e psicologica, gruppi di auto aiuto, accompagnamento a struttura d’emergenza, al pronto soccorso e alle forze dell’ordine, sostegno nei procedimenti legali come testimone della donna vittima, nei procedimenti sia penali che civili, in qualità di soggetto informato sui fatti. “E’ di questi giorni la firma di un Protocollo d’Intesa tra il Ministero delle Pari Opportunità e il Ministero della Pubblica Istruzione per attuare misure e interventi di educazione al rispetto e alla non violenza delle nuove generazioni – sottolinea il Centro – . A breve, anche l’Italia, grazie al Ministero delle Pari Opportunità, avrà il suo Piano Nazionale contro la violenza. Nell’attesa, sarebbe importante pensare all’incremento delle campagne di sensibilizzazione anche del Numero Verde Nazionale antiviolenza 1522 sulle tv nazionali, alla formazione di operatori delle Forze dell’Ordine sul tema della violenza e in particolare sul reato di stalking, all’implementazione del Centro che al momento offre solo accoglienza, e dotarlo di una struttura che possa offrire ospitalità”.

fonte: www.csvsalento.it