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Mostra di inediti di Pietro Guida a Carosino

thumbsGuida, opere inedite

23 agosto – 2 settembre 2009

Carosino (Ta), “Centro Polivalente per anziani”, via Fieramosca, 46

 

Orario: 18.00-23.00

Per informazioni: 3209262443

e-mail: zizza.gianlu@libero.it

blog: http://pietroguidaacarosino.blogspot.com/

 

 

Ideazione e progetto a cura di: Gianluca Marinelli

La mostra

 

 

 

Le opere

 La mostra di sculture di piccolo formato e di disegni in larga parte inediti di Pietro Guida, ripercorre, con taglio antologico, i momenti salienti della produzione del noto scultore campano, da circa sessant’anni residente in Puglia. Un itinerario artistico, quello di Guida, che può dividersi in almeno tre fasi: la fase iniziale (1945-1959) all’insegna del linguaggio figurativo; segue la stagione della sperimentazione astratta (1960-1975) caratterizzata da un idioma geometrico- costruttivista; quindi il recupero della figura nel periodo della maturità espressiva (dal 1975 circa ad oggi).

La mostra accoglie inoltre documenti (fotografie d’epoca, cataloghi di mostre, pubblicazioni su riviste, ecc.) che fanno riferimento ai momenti salienti del percorso artistico di Guida, e infine una sezione monografica di suoi disegni nati da una riflessione sui rilievi istoriati dell’ altare maggiore della chiesa SS. Maria delle Grazie di Carosino (Ta).

 

Il laboratorio didattico

 A partire dal 27 agosto e fino alla conclusione della mostra, il laboratorio “Arte per la società” curerà la didattica per bambini e anziani, che si svolgerà tutte le mattine (su prenotazione) presso il “Centro Polivalente per Anziani” di Carosino. L’obiettivo è quello di produrre, con l’eccezionale collaborazione del Maestro Guida, degli elaborati che andranno ad unirsi alla mostra.

 

Un progetto espositivo come esperienza di arte relazionale

 La mostra è allestita in modo tale da non ostacolare le attività normalmente svolte nel “Centro polivalente per Anziani”: per questo motivo si è deciso di conservare, laddove è stato possibile, il mobilio delle sale. L’’idea, anzi, è proprio quella di valorizzare tali attività (dai tornei di tressette, all’uncinetto, dalle cene caserecce organizzate con prodotti tipici, al semplice ritrovarsi per raccontare delle storie), di considerare questo patrimonio di pratiche sociali come un ulteriore materiale d’esposizione, che sarà documentato da videoriprese, fotografie, interviste, pagine di diario realizzate dai ragazzi iscritti al laboratorio “Arte per la società” e pubblicate quotidianamente online sul blog  http://pietroguidaacarosino.blogspot.com/ , creato appositamente per la mostra.

 

Il catalogo della mostra

 Il catalogo della mostra sarà pubblicato significativamente a manifestazione conclusa, per poter documentare, oltre alle opere esposte con relative schede critiche, tutte le attività creative e le pratiche sociali svolte durante l’evento espositivo.

 

 

Pietro Guida

 Pietro Guida nasce a S. Maria Capua Vetere (Caserta) il 14 luglio 1921. Pratica dal 1936, nella città natale, lo studio di Fortunato Jodice, dove apprende alcuni rudimenti tecnici dell’arte plastica. Iscrittosi nell’ottobre 1939 all’Accademia di Belle Arti di Napoli può seguire i corsi di scultura di Alessandro Monteleone, ma la chiamata alle armi e lo scoppio della guerra lo costringono presto ad abbandonare gli studi. Durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale conosce, legandosi in una duratura amicizia con incidenze anche nella sua vita artistica, Raffaele La Capria, Antonio Ghirelli, Gino Montesanto, Michele Prisco, Walter Tomassini, Orseolo Torossi. Nel corso delle vicende belliche è trasferito (estate del ’43) con il battaglione di cui fa parte a Manduria, sua futura terra d’adozione; segue il coinvolgimento nelle operazioni militari di Cassino e il lavoro come carpentiere negli attendamenti delle retrovie alleate a Caserta, dove realizza numerosi ritratti di ufficiali americani.

Nel 1947 consegue il diploma all’Accademia di Belle Arti di Napoli; in quegli anni vive con il “Gruppo Sud” i nuovi fermenti dell’arte moderna, divenendo uno dei protagonisti del rinnovamento della ristagnante situazione culturale nel capoluogo campano, assieme a Renato Barisani, Gennaro Borrelli, Raffaello Causa, Renato De Fusco, Anna Maria Ortese, Armando De Stefano, Guido Tatafiore. Comincia nel frattempo la sua attività espositiva (spiccano la sua partecipazione alla II Mostra delle arti figurative, Galleria “Forti”, Collettiva di chiusura Gruppo Sud Pittura, Galleria “Blu di Prussia”, entrambe a Napoli nel 1948; Premio Diomira 1949, Galleria del “Naviglio”, Milano 1949, II Mostra nazionale del disegno e dell’incisione moderna, Reggio Emilia 1949), riscuotendo ampi consensi nazionali con i suoi disegni (in particolare, l’apprezzamento di Marco Valsecchi).

Le esigenze occupazionali lo portano in Puglia, dove ottiene il primo insegnamento di discipline artistiche nelle scuole medie di Castellaneta e Massafra, e in seguito a Manduria, dal 1950 la città in cui vive e lavora. Dal 1960 è titolare invece della cattedra di scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce, per poi dirigere dal 1971 il liceo artistico “Lisippo” di Taranto.

Non tarda ad inserirsi nel panorama artistico pugliese, divenendone presto uno dei più rappresentativi artisti (alle edizioni della Quadriennale Nazionale di Roma del 1955 e del 1959, Guida è invitato a parteciparvi in rappresentanza della Puglia) e a stringersi in amicizia con i maggiori intellettuali attivi nella regione sul versante delle arti visive quali Cosimo Damiano Fonseca, Gianni Jacovelli, Franco Sossi, Pietro Marino, Emanuele De Giorgio, Luigi Flauret, Michele Perfetti, Nicola Andreace, Ciro De Vincentis.

“Prima di aderire all’astrattismo, Guida si apre agli orientamenti moderni della scultura esplorando quanto era accaduto in Italia nel corso dei decenni precedenti sul versante figurativo richiamando la potenza plastica di Marini e l’essenzialità ‘arcaica’ di Martini” (Massimo Guastella). La sua produzione figurativa è esposta in importanti mostre personali (Galleria “Selecta” di Roma, 1958) e collettive (Premio internazionale della scultura di Carrara, Carrara 1957; Concorso per un’opera plastica ispirata allo sport, Palazzo Strozzi, Firenze 1958; Artisti pugliesi, Galleria “Taras” dell’EPT, Taranto 1959, oltre alle già citate edizioni della Quadriennale romana).

Una via per la rottura con la figurazione la trova all’inizio del nuovo decennio nello studio dei motivi della terra in cui adesso vive: le mura megalitiche di Manduria, i Menhir, i ficodindia. La massa scultorea, nel rinunciare a costituirsi in blocco, risulta ora formata dall’assemblaggio di elementi discontinui provenienti dall’edilizia, come galpomice, mattoni forati, tubi eternit (lavori realizzati entro la metà degli anni ’60); oppure materiali ferrosi: veri e propri objet trouvé che l’artista è solito procurarsi da un rigattiere di rimasugli provenienti dalla demolizione di vecchie navi, locato presso il molo S. Egidio di Taranto (opere costruite, così chiamate dall’artista, cui lavora per circa un decennio: 1965-1975).

Crescono la notorietà a livello nazionale di Guida, i premi, le commesse prestigiose (come la scultura di dimensioni monumentali realizzata nel 1972 per l’atrio del nuovo edificio direzionale dell’Italsider di Taranto), l’attenzione della critica più qualificata per il suo lavoro (Franco Sossi, Vittorio Fiore, Oreste Ferrari, Filiberto Menna, Vito Apuleo, Nerio Tebano, Nello Ponente, Enrico Crispolti) e gli inviti a progetti espositivi rilevanti: le personali alle gallerie d’arte “Taras” di Taranto (1961), “Cavallino” di Venezia (1962), “La Metopa” di Bari (1964), “Il Sedile” di Lecce (1965), “Il Bilico” di Roma (1967; 1968), “La Cornice” di Bari (1969), “Ciak” di Roma (1971); e, tra le innumerevoli mostre collettive: Giovani artisti italiani, Villa Comunale, Padiglione Pompeiano, Napoli 1961, Premio Termoli, Termoli (edizioni del 1963 e 1964), Il Maggio di Bari, Biennale d’arte, Castello Svevo, Bari (edizioni dal ’64 al ’66), Mostra internazionale di scultura all’aperto, Fondazione Pagani, Museo d’arte moderna, Legnano (edizioni del 1965, 1971, 1973), Triennale dell’Adriatico, Palazzo delle Esposizioni, Civitanova Marche 1965, XVII Mostra internazionale d’arte Premio del Fiorino, Palazzo Strozzi, Firenze 1966, III Rassegna d’arte del Mezzogiorno, Palazzo Reale, Napoli 1967; Forme, spazio, strutture, Massafra 1967, 20+5 Nuove esperienze dell’arte in Puglia, Taranto, Bari, Grottaglie, Massafra 1969, Co/incidenze, XX Rassegna d’arte contemporanea Città di Massafra, Massafra 1969, Arte e critica 70, Modena 1970, Uno spazio per l’arte, Circolo Italsider di Taranto, Taranto 1974-75, II Quadriennale d’arte contemporanea, Acquasanta Terme 1975, VIII Biennale d’arte del metallo, Gubbio 1975.

Dalla seconda metà degli anni ’70 e per circa tre lustri Guida sceglie di rinunciare all’attività espositiva; ritorna nel frattempo alla figura, alle partenze mariniane e martiniane, realizzando grandi statue in scabro cemento con cui affronta tematiche muliebri, mitologiche, musicali, allegoriche, sportive e della quotidianità.

Interrompe il silenzio espositivo solo a partire dal 1993 con la mostra personale allestita presso il Castello Carlo V di Lecce, dove fanno la comparsa i suoi nuovi lavori. Seguono le personali al Castello Malatestiano di Longiano (1995), Castello Carlo V di Lecce (1997), Ex Convento di San Michele di Taranto (2002), Palazzo De Felice di Grottaglie (2009). Su tutte, l’importante mostra antologica allestita nel 2008 presso il Monastero degli Olivetani di Lecce, sede del Dipartimento dei Beni delle Arti e della Storia dell’Università degli Studi del Salento, associata alla pubblicazione di un importante catalogo che ripercorre filologicamente l’intero percorso artistico di Guida e la corposa quanto autorevole analisi critica che l’ha accompagnato.

 

Progetto “CAeTe” 

 Il progetto denominato  “CAeTe”  (cittadinanza attiva e territorio) risulta vincitore del concorso “Principi Attivi – Giovani idee per una Puglia migliore”, promosso dalla Regione Puglia nel  2008. Caete si è classificato tra i primi 100 progetti ammessi al finanziamento, fra gli oltre 1500 presentati su scala regionale.

Il progetto, in corso di realizzazione nel comune di Carosino (Ta), agisce nell’ambito dell’inclusione sociale e della cittadinanza attiva, e si fonda sul riconoscimento della pratica dell’arte quale strumento di animazione territoriale. L’obiettivo è stimolare la comunità locale attraverso l’espressione libera della creatività; a tale fine sono stati ideati i seguenti laboratori, tra loro complementari, curati dall’Associazione culturale “Lab Lib”: Scrittura, Illustrazione e Costruzione del Libro; Ecologia del Suono e Spazi Interiori dell’Anima;  Lettura Animata; Arte per la Società.

Partner del progetto sono l’ Università degli studi del Salento, la Provincia di Taranto, il Comune di Carosino, il Laboratorio Progetto Poiesis- Poiesis editrice, la Cooperativa Sociale “Il Blue” Anffas- Onlus, la Cooperativa Sociale Robert Owen.

Il laboratorio di Ecologia del suono e spazi interiori dell’anima, tenuto da Francesco Giannico, punta alla realizzazione di un archivio audiovisivo del comune di Carosino e della campagna limitrofa. Le testimonianze orali degli anziani nonché tutti i suoni e visioni del territorio, verranno registrati attraverso la pratica del “racconto” e della “passeggiata di quartiere”. I campioni audio e le riprese saranno, inoltre, rielaborati creativamente attraverso la strumentazione informatica, sperimentando così la realizzazione di video artistici e di musica elettronica (destinatari: tutte le fasce d’età; i bambini al di sotto dei dodici anni saranno accompagnati dai genitori o da un parente).

Il laboratorio di Scrittura, illustrazione e costruzione del libro, condotto da Biagio Lieti, si propone come una caotica fucina poetica, dove i bambini possano sviluppare la loro naturale predilezione espressiva con le parole e con il disegno. Il laboratorio prevede il coinvolgimento di persone anziane, chiamate a raccontare le storie della tradizione orale, dalle quali i bambini trarranno ispirazione per la scrittura e l’illustrazione dei loro racconti. I libri costruiti dai bambini confluiranno in una libreria viaggiante degli inediti, che viaggerà per le fiere letterarie e per le città italiane (destinatari: diverse fasce d’età, preferibilmente i bambini delle scuole elementari).

Il laboratorio di Lettura animata, tenuto da Lucia Frascella, si rivolge esclusivamente ai bambini dai 6  ai  10 anni. Saranno realizzate letture sperimentali di testi scritti (fiabe, poesie, ecc.), attraverso al pratica del disegno, la costruzione di scenografie, burattini nonchè la realizzazione di performance teatrali. Il tutto è finalizzato a stimolare la creatività del bambino, la comprensione e descrizione delle proprie emozioni, e più in generale a migliorarne le sue capacità relazionali (destinatari: bambini dai 6  ai 10 anni).

Il laboratorio “Arte per la società”, condotto da Gianluca Marinelli, punta ad una conoscenza critica e ludica del patrimonio storico artistico del territorio, attraverso l’organizzazione di incontri davanti alle opere d’arte e numerosi itinerari di viaggio. Nel tentativo di conseguire una capillare diffusione dell’arte nel comune di Carosino, saranno inoltre sperimentati interventi di Arte relazione, realizzati in una molteplicità di linguaggi, e l’allestimento di mostre in spazi desueti, come negozi, barbieri, sale d’attesa di studi medici, ecc… Il laboratorio provvederà infine alla creazione di un centro di Documentazione sull’arte contemporanea nella sede dell’associazione, che accoglierà tutti i materiali prodotti (destinatari: tutte le fasce d’età).

 

Info: ass.lablib@gmail.com

Facebook: ass. Lab lib

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