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Fuori i bollenti spiriti: nasce un polo culturale a Leverano

LEVERANO – A quattro anni dalla nascita della nuova biblioteca comunale, oggi si inaugura il centro “Bollenti spiriti”. Arte, musica e teatro: nell’ Isola che non c’è il Comune di Leverano, aderendo al progetto regionale, darà la possibilità a tanti giovani di esprimersi  e realizzare idee e creazioni.

Bollenti Spiriti è un progetto voluto dall’Assessorato alle Politiche Giovanili della Regione Puglia. Un’idea che ha la finalità di creare nuovi luoghi per la libera espressione della creatività giovanile. Luoghi confortevoli e attrezzati con strumenti re tecnologie necessarie per la produzione dell’arte.

L’Amministrazione Comunale di Leverano, nell’ambito dell’Unione dei Comuni, ha voluto aderire tempestivamente a questa iniziativa, realizzando un progetto denominato “L’isola che c’è

Questo progetto è stato approvato, finanziato ed ora si concretizza con l’apertura della sede di via Sedile. Nel frattempo è in corso il bando per l’acquisto delle strutture e del materiale necessario al funzionamento del centro culturale.

Il 5 novembre 2005 nasceva la nuova Biblioteca Comunale

Il 5 novembre 2009 nasce il centro culturale “Bollenti Spiriti”

Il Palazzo Gorgoni, nel centro storico di Leverano, già sede al primo piano della nuova Biblioteca Comunale, dopo un intervento di recupero edilizio e funzionale del piano terra, diventa un grande polo culturale, con un’area espositiva, una sala per la produzione musicale, un laboratorio teatrale.

Altri luoghi analoghi e in rete stanno nascendo presso i comuni di Copertino, Carmiano, Veglie, Porto Cesareo.

Con la rassegna “Fuori i Bollenti Spiriti” si anticipa il senso di questo progetto, dimostrando che esiste una realtà giovanile dinamica, creativa e propositiva.

E noi, a questi giovani vogliamo dare spazio.

 

INAUGURAZIONE

GIOVEDI’ 5 NOVEMBRE – ORE 18.00

PRESSO PALAZZO GORGONI VIA SEDILE

Partecipano:

GUGLIELMO MINERVINI Ass.re Regionale Cittadinanza attiva

ANTONIO GABELLONE Presidente Provincia di Lecce

 

PERCHE’ QUESTA RASSEGNA

“Abbiamo voluto organizzare questa rassegna  per dare opportunità, anche se breve, limitata, circoscritta, ai tanti giovani che, nel chiuso delle loro case, dei loro scantanati, della loro anima, esprimono la necessità di comunicare, di esserci, di progettare e determinare il futuro attraverso la pittura, la scultura, la fotografia, la musica, la poesia, la danza, l’arte. Convinti che attraverso la bellezza, la creatività, la fusione delle culture, la conoscenza dei linguaggi, si possa cambiare il mondo intero, Un mondo che deve ritrovare la capacità di utilizzare al meglio la forza biologica, la genialità, la freschezza, che solo i giovani sanno esprimere”

Hanno collaborato per la realizzazione:

Angelo Durante Assessore ai Lavori Pubblici

Sandro Leone Assessore alle Politiche Giovanili

Marcello rolli Assessore delegato al progetto Bollenti Spiriti

Antonio Caragiuli Assessore presso l’Union 3

con Cosimo Durante Sindaco di Leverano

Si ringrazia inoltre la dott.ssa Giuliana Grasso

e l’Ufficio Tecnico Comunale di Leverano.

 

fonte: http://www.portadimare.it

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Settimana Unesco di Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2009: Città e Cittadinanza

Per l’edizione 2009 della Settimana Unesco di Educazione allo Sviluppo Sostenibile (9-15 novembre ’09), il Comitato italiano UNESCO DESS ha scelto il tema della CITTA’ e CITTADINANZA.

La manifestazione, promossa e patrocinata dalla CNI Unesco, ha in primo luogo lo scopo di sviluppare negli individui come nelle collettività, negli enti locali come nelle imprese capacità operative e di azione responsabile finalizzate ad una città ecologica e solidale, fondata su nuovi stili di vita, improntati su una cittadinanza consapevole e partecipata.

Tutte le istituzioni, le organizzazioni, gli enti, i centri, le scuole, le ONG, le università, le imprese etc impegnate nell’educazione allo sviluppo sostenibile saranno invitate per l’occasione a promuovere, possibilmente in sinergia, iniziative educative e di sensibilizzazione.

La Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. L’iniziativa è realizzata con la collaborazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio – Direzione Ricerca Ambientale e Sviluppo e con il sostegno di Poste Italiane e Braccialini.

Clicca qui maggiori informazioni

Premio di laurea «LecceDonna 2009»

LECCE – Al via la terza edizione del Premio di laurea «LecceDonna», destinato a studentesse dell’Università del Salento – Facoltà di Giurisprudenza – che abbiano svolto la tesi di laurea sul tema (non necessariamente come titolo) «Parità di trattamento e Pari Opportunità Uomo – Donna». La scadenza per la presentazioen delle domande è fissata al 16 novembre 2009.

Ecco il bando, indetto dall’Ufficio della Consigliera di Parità della Provincia di Lecce: Art.1
E’ indetto concorso pubblico per soli titoli destinato a studentesse dell’Università del Salento – Facoltà di Giurisprudenza – che abbiano svolto la tesi di laurea sul tema (non necessariamente come titolo) «Parità di trattamento e Pari Opportunità Uomo – Donna» per l’attribuzione di un Premio di laurea dell’importo di 2.500 euro. L’importo del premio è da considerarsi al lordo di qualsiasi ritenuta prevista dalle disposizioni di legge. Il premio verrà assegnato secondo criteri di merito.
Il premio è finalizzato al rimborso spese per uno stage da effettuare presso l’Ufficio della Consigliera di Parità per sei mesi, a partire dal 1 dicembre 2009 e con termine il 30 giugno 2010. Le tesi dovranno essere state presentate e discusse entro il 30 settembre 2009 e dovranno essere non antecedenti al 2006.
Art.2 – Per l’ammissione al concorso, alla data di pubblicazione del bando all’Albo Pretorio della Provincia di Lecce, è richiesto il possesso dei seguenti requisiti: laurea conseguita presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università del Salento; cittadinanza italiana o di uno degli Stati dell’Unione Europea; residenza in uno dei comuni della provincia di Lecce; non aver compiuto l’età di 32 anni.
Art.3 – La domanda di ammissione al concorso, redatta in carta semplice secondo lo schema allegato al presente bando (allegato A), deve pervenire entro il termine perentorio del 16 novembre 2009 e può essere presentata brevi manu o inviata a mezzo raccomandata postale con avviso di ricevimento a Provincia di Lecce Ufficio della Consigliera di Parità, via Umberto I n.13, Lecce. Per il rispetto del termine predetto, farà fede la data del timbro dell’Ufficio Protocollo nel primo caso e quella dell’Ufficio Postale accettante la raccomandata nel secondo caso. Nella domanda la candidata deve dichiarare, sotto la propria responsabilità ed a pena di esclusione, il nome e il cognome (le aspiranti coniugate devono indicare il cognome da nubile); luogo e la data di nascita; residenza attuale; cittadinanza; residenza alla data di pubblicazione del bando; possesso del titolo di studio richiesto dal presente bando ed il voto conseguito. La candidata può indicare il recapito eletto agli effetti del concorso. Alla domanda le aspiranti debbono allegare certificato di laurea; documentazione sopra riportata deve essere prodotta secondo una delle seguenti modalità: in originale; in copia conforme all’originale, ai sensi dell’art.18 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n.445, o dell’art.19 dello stesso Decreto e cioè mediante una dichiarazione, apposta sulla copia, attestante la conformità della stessa all’originale e da sottoscrivere in presenza del funzionario addetto oppure sottoscritta e presentata unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore; copia della tesi. I requisiti devono essere posseduti dalle partecipanti alla data di scadenza del bando. L’Ufficio della Consigliera di Parità non assume alcuna responsabilità in caso di dispersione di comunicazioni dipendente da inesatte indicazioni della residenza e del recapito da parte dell’aspirante o da mancata oppure tardiva comunicazione del cambiamento degli stessi, né per eventuali disguidi postali o telegrafici non imputabili a colpa dell’Amministrazione stessa.
Non saranno prese in considerazione e pertanto escluse le domande prive della firma del candidato, le domande pervenute dopo la scadenza del termine innanzi indicato e quelle non redatte in conformità a quanto prescritto dal bando.
Art.4 – La commissione esaminatrice è composta dalla consigliera di Parità effettiva, il dirigente della Provincia dottor Luigi Amantonico, la delegata alle Pari Opportunità dell’Università del Salento, professoressa Marisa Forcina e dalla Presidente del Comitato Pari Opportunità dell’Università del Salento dottoressa Donatella Grasso.
Art 5 – La commissione esaminatrice ha il compito di assegnare il punteggio alle candidate ammesse in relazione al voto di laurea; formulare la graduatoria finale sulla base della somma dei punteggi calcolati per ogni candidata applicando i criteri indicati nell’articolo successivo.
Art.6 – La commissione dispone di un numero complessivo di 30 punti, di cui 10 da assegnare in base al voto di laurea, 20 in base alla tesi svolta
Relativamente al voto di laurea il punteggio sarà così attribuito: punti 10 per la laurea conseguita con votazione di 110/110 con lode; punti 8 per la laurea conseguita con votazione di 110/110-108/110; punti 6 per la laurea conseguita con votazione di 107/110- 105/110; punti 4 per la laurea conseguita con votazione di 104/110 – 100/110; punti 2 per la laurea conseguita con votazione di 99/110; in caso di laurea espressa in centesimi, la commissione effettuerà la conversione del punteggio proporzionalmente.
Art.6 bis – Il premio di laurea sarà attribuito secondo l’ordine della graduatoria. A parità di punteggio la candidata più giovane di età precederà nella graduatoria. Il premio di laurea che si renderà disponibile per rinuncia o per decadenza della vincitrice, potrà essere assegnato alla candidata risultata idonea nell’ordine della graduatoria. Alla vincitrice verrà data comunicazione scritta dell’assegnazione del premio. La vincitrice, a pena di decadenza, dovrà far pervenire alla Provincia di Lecce, entro il termine perentorio di dieci giorni dalla data di ricezione della predetta comunicazione, la dichiarazione di accettazione del premio di laurea.
In caso di rinuncia o interruzione dello stage, verrà meno ogni diritto alle somme dovute da questa Provincia, relative al periodo di tempo non trascorso.
Art.7 – Il premio di laurea è erogato come segue: 1^ rata di €.1.000,00 al termine del primo bimestre; 2^ rata di €.1.500,00 al termine dello stage.
Art.8 – Ai sensi del D.lgs 196 del 2003, si informa che i dati contenuti nella domanda saranno trattati esclusivamente per l’espletamento delle procedure relative all’assegnazione del Premio di Laurea di cui al presente bando, ivi compresi i necessari controlli, e che i diritti spettanti all’interessata sono descritti all’art.13 della stessa legge.
Per ulteriori informazioni rivolgersi all’Ufficio della Consigliera di Parità – via Umberto I – c/o Palazzo Adorno – Lecce – tel.0832/683453 – 0832/683212.
Per il ritiro di copia del bando e dello schema di domanda di partecipazione al concorso le interessate possono rivolgersi presso l’Ufficio della Consigliera di Parità, all’Ufficio Relazioni con il Pubblico – via Umberto I° – Lecce e agli Uffici Provinciali Decentrati di Casarano, Maglie e Tricase.
Il bando sarà esposto anche presso l’Università del Salento, i Comuni della provincia e i Centri per L’impiego. Il bando sarà pubblicato sui siti internet www.consparitalecce.itwww.provincia.le.it.

Corsi e master inerenti alla Cooperazione Internazionale

Numerosi i Master e i corsi che offrono percorsi di approfondimento di tematiche connesse alla cooperazione internazionale. Il sito Balcani Cooperazione ne segnala alcuni, in scadenza da ottobre 2009.

Master in ‘Diritti umani e intervento umanitario’

Università di Bologna 
Scadenza 23 ottobre 2009 
Si veda il sito

Master II livello in ‘Politiche Sociali e Direzione Strategica per lo Sviluppo Sostenibile del Territorio’
Università di Bologna – Dipartimento di Sociologia 
In collaborazione con l’Organizzazione non governativa CESTAS – Centro di Educazione Sanitaria e Tecnologie Appropiate Sanitarie 
Scadenza 30 ottobre 2009 
Si veda il sito

Master II livello in ‘Cooperazione e progettazione per lo sviluppo’
Università La Sapienza, Roma 
CIRPS – Centro Interuniversitario di Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile 
Scadenza 30 ottobre 2009 
Si veda il sito

Master in ‘Comunicazione e Giornalismo Internazionale’
ISCaPI – Istituto Superiore Calabrese di Politiche Internazionali, in collaborazione con il Corso di laurea in Filosofia e Scienze della Comunicazione e della Conoscenza dell’Università della Calabria 
Scadenza 1° novembre 2009 
Si veda il sito

Master I livello in ‘Studi sull’immigrazione e politiche per i migranti
Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Macerata in collaborazione con il Consorzio Universitario Piceno, Provincia di Ascoli Piceno – Assessorato alla Formazione Professionale e alle Politiche Attive del Lavoro, alle Politiche Sociali e all’Immigrazione, Regione Marche – Assessorato ai Servizi Sociali e Immigrazione 
Scadenza 5 novembre 2009 
Si veda il sito

Corso per Mediatori Internazionali di Pace “Bertinoro 2009”
Mediatori di Pace è frutto della collaborazione fra ALON-GAN FC (Associazione Locale Obiezione e Nonviolenza – Gruppo di Azione Nonviolenta Forlì-Cesena) e Pax Christi Faenza 
il corso si terrà dal 26 al 29 novembre 2009 
Scadenza 7 novembre 2009 
Si veda il sito

Master in ‘Fundraising per il Non profit e gli Enti pubblici’
Università di Bologna 
Scadenza 1° dicembre 2009 
sito

Master in ‘International Relations’
Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano 
Scadenza 4 dicembre 2009 
Si veda il sito

Master in ‘International Cooperation and Development’
Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano 
Scadenza 4 dicembre 2009 
Si veda il sito

Master in ‘Diplomazia e politica internazionale’
Università di Bologna 
Scadenza 23 dicembre 2009 
Si veda il sito

Master II livello in ‘Migrazioni e cooperazione internazionale’
Università di Bergamo 
Scadenza 11 gennaio 2010 
Si veda il sito

fonte: http://www.balcanicooperazione.it/

Concorso “Fabbricanti di libri 2009″

fabbricanti-libriL’Associazione Culturale VERBAMANENT-Presìdio Del Libro di SANNICOLAARADEO (LE), bandisce il Concorso Internazionale del Libro d’Artista FABBRICANTI di LIBRI 2009, 3a edizione, patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Puglia e dalla Provincia di Lecce, dal Comune di Aradeo.
Il Concorso è riservato ad Artisti italiani e stranieri di età non inferiore ai 18 anni ed è finalizzato a stimolare ed incentivare la ricerca nell’ambito del libro d’Artista.
La partecipazione è gratuita.
Ogni Artista può partecipare con un solo libro manufatto a tema libero, di qualsiasi forma e materiale, eseguito con qualsiasi tecnica, formato massimo cm 40×50 chiuso, spessore massimo cm 50, peso massimo kg 1,50, non premiato o segnalato in altri Concorsi.
Le opere dovranno essere inviate entro e non oltre il 30 ottobre 2009 (farà fede il timbro postale) al seguente indirizzo:
Associazione culturale VerbaManent-Presìdio Del Libro
c/o Maddalena Castegnaro
Via Martin Luther King, 7
73017 – SANNICOLA (LE)
La cerimonia di premiazione si svolgerà l’ 8 dicembre 2009 in Palazzo “Luigi
Grassi”, Via della Costituzione, 29 – Aradeo (LE).
Ai primi tre classificati verranno assegnati Premi in beni per un valore complessivo di euro 1.000 così suddivisi:
1° Premio – Euro 500
2° Premio – Euro 300
3° Premio – Euro 200
L’opera vincitrice diventerà il Logo del Concorso Fabbricanti di Libri 2010. L’Associazione e la Giuria si riservano di assegnare menzioni speciali ad opere meritevoli di segnalazione.

Consulta il sito

Informazioni:
Associazione culturale VerbaManent-Presìdio Del Libro
c/o Maddalena Castegnaro
Via Martin Luther King 7 Sannicola (Le)
Tel: 0833 232261
aneliramc@yahoo.it

Squarci nel buio oltre la siepe del mercato

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Nata nel 1933 a Los Angeles, l’americana Elinor Ostrom dell’Università dell’Indiana è la prima donna ad aver conquistato il premio Nobel per l’Economia [1]. Il riconoscimento le viene assegnato in coabitazione con il connazionale Oliver Williamson, nato a Superior nel 1933 e docente presso l’Università di Berkeley. In apparenza siamo al cospetto di due studiosi molto lontani tra loro. Williamson è un teorico dell’impresa particolarmente innovativo, che tuttavia è rimasto sempre con i piedi ben piantati nel filone tradizionale neoclassico fondato sulla ipotesi di agenti economici egoisti e razionali. Ostrom ha seguito invece un itinerario di ricerca atipico, scandito da pubblicazioni sulla prestigiosa Science e su riviste politologiche più spesso che economiche, e costellato da ricerche empiriche tese a evidenziare quei tipici aspetti “comunitari” del comportamento umano che smaccatamente travalicano gli angusti confini ortodossi dell’homo oeconomicus. Tuttavia, come nota l’Accademia delle scienze di Svezia, entrambi gli studiosi hanno fornito contributi decisivi per «l’analisi delle transazioni economiche che si verificano al di fuori del mercato».
Il principale apporto di Ostrom, al riguardo, consiste in una inedita interpretazione dei meccanismi che governano lo sfruttamento di beni comuni come i laghi, i pascoli, i boschi, e in generale le risorse naturali condivise. Gli studi passati erano dominati da una concezione che va sotto il nome di “tragedia delle proprietà comuni”: per impedire lo sfruttamento indiscriminato e il depauperamento di queste risorse occorrerebbe necessariamente privatizzarle, oppure al limite bisognerebbe sottoporle al controllo del governo. Ostrom contesta questo tipo di conclusioni, ritenendole viziate da una rozza teoria individualista dell’azione umana. In effetti i dati empirici che raccoglie nel corso delle sue ricerche sembrano in varie circostanze darle ragione: soprattutto nelle aree rurali, situate ai margini dello sviluppo capitalistico, può accadere che una gestione comune delle risorse – basata su regole condivise dagli abitanti del luogo e sedimentate nel tempo – risulti più efficiente delle gestioni fondate sulla rigida assegnazione di specifici diritti di proprietà e di controllo a favore dei privati oppure dello Stato. E’ il caso questo dei terreni della Mongolia coltivati in comune, decisamente più produttivi di quelli confinanti della Cina e della Russia, sottoposti a inefficienti sistemi di gestione prima statale e successivamente privata. Ed è anche il caso dei sistemi di irrigazione del Nepal, la cui efficienza sembra esser crollata dopo l’abbandono della gestione in comune da parte degli abitanti, verificatasi a seguito di massicci interventi di ammodernamento da parte del governo in joint venture con alcuni finanziatori esteri. Gli esempi di questo tenore riportati da Ostrom e dai suoi collaboratori sono numerosi. Essi tuttavia non stanno ad indicare che la proprietà comune delle risorse sia sempre preferibile alle gestioni private o statali. Esaminando questi casi la politologa americana ha voluto piuttosto mostrare che in genere la proprietà comune rappresenta l’esito di un plurisecolare processo di evoluzione e di consolidamento di un insieme di regole condivise da una popolazione. Ed è proprio questa lentissima sedimentazione delle norme e delle procedure che sembra garantirne la corretta applicazione e quindi il successo. Alcuni economisti hanno in questo senso provato a interpretare teoricamente i risultati empirici di Ostrom nei termini di quello che viene in gergo definito un “gioco ripetuto”, che da conflittuale diviene col tempo cooperativo. In base a questa visione gli individui sarebbero naturalmente egoisti, ma dopo aver compreso che le loro azioni opportunistiche conducono a risultati fallimentari per tutti, si vedono a lungo andare costretti a cooperare con gli altri. Ostrom però ha fortemente criticato questa chiave di lettura, considerandola un tentativo del mainstream di rinchiudere le sue analisi nei vecchi canoni dell’individualismo neoclassico. Non è un caso che le sue più recenti verifiche di laboratorio siano state centrate sull’obiettivo di mostrare che molte persone sembrano disposte ad accollarsi individualmente elevati costi di monitoraggio pur di garantire che le regole comuni siano applicate e che i trasgressori siano puniti. Un esito, questo, di fronte al quale i costruttori dei tipici modelli neoclassici di comportamento egoistico e massimizzante esprimono un comprensibile imbarazzo.
Le ricerche di Williamson si concentrano invece sui motivi per i quali le imprese nascono e si espandono. L’idea di partenza è che in un ipotetico sistema di pura concorrenza, del tutto privo di imperfezioni e asimmetrie, non vi sarebbe alcun bisogno di costituire un’impresa: la produzione potrebbe avvenire attraverso contratti di volta in volta stipulati tra i vari agenti economici, siano essi capitalisti, manager o lavoratori. Come ha ironicamente affermato Paul Samuelson, in un simile idealtipico scenario «non avrebbe proprio nessuna importanza chi assume chi: al limite potremmo anche immaginare che il lavoro assuma il capitale» [2]. Se tuttavia si ammettono costi di transazione, incompletezza dei contratti e incertezza sul futuro, i meri scambi di mercato possono rivelarsi inadeguati alla risoluzione delle controversie tra gli agenti. Ecco allora che sorge la necessità di costituire un’impresa, vale a dire una organizzazione basata non più sul libero scambio ma sulla gerarchia. Naturalmente, precisa Williamson, anche i rapporti gerarchici possono dar luogo a inefficienze, determinate da una gestione arbitraria delle risorse da parte di chi comanda. Tuttavia, ogni volta che i costi degli scambi risultino superiori ai costi derivanti dal controllo gerarchico, il rapporto di potere interno all’impresa tenderà a sostituirsi al rapporto di mercato tra soggetti formalmente indipendenti. Una spinosa implicazione di politica economica di questa visione è che anche le fusioni e le acquisizioni tra imprese dovrebbero esser considerate una conseguenza naturale dell’obiettivo di minimizzare i costi di transazione. La grande impresa cioè decide di fagocitare le altre anziché trattare con loro semplicemente perché mira a superare le incertezze e le inefficienze tipiche degli scambi di mercato. Sulla base di questa teoria, Williamson è dunque giunto alla conclusione che le imprese di grandi dimensioni esistono perché sono efficienti, e possono quindi garantire un maggior benessere per tutti, capitalisti, lavoratori e consumatori. Egli in effetti ammette che l’enorme centralizzazione di capitale che le caratterizza può consentir loro di esercitare pressioni lobbistiche per controllare i mercati ed eliminare qualsiasi concorrenza. A suo parere tuttavia tali “distorsioni” andrebbero semplicemente regolate, mentre bisognerebbe assolutamente evitare un ritorno alle vecchie politiche anti-trust che imponevano limiti secchi alla crescita dimensionale delle corporations [3].

Sebbene non vi sia unanime consenso sulla loro piena validità empirica [4], gli studi di Williamson hanno indubbiamente contribuito a una più accurata comprensione dei processi di espansione delle imprese, e più in generale della centralizzazione dei capitali. Così come le ricerche di Ostrom hanno senz’altro fornito importanti elementi di conoscenza per una gestione sostenibile dei beni comuni, e in particolare delle risorse ambientali. Se tuttavia si guardano tali apporti nell’ottica di un aggiornato materialismo storico, non si può fare a meno di rilevare in essi alcune fragilità di fondo. Riguardo ad Ostrom, c’è da dire che fin dai tempi degli studi di Marx sui devastanti effetti delle enclosures, il problema per i materialisti storici non è mai stato quello di esaminare i danni prodotti dalla distruzione delle proprietà comuni, ma è stato invece di comprendere quali immani forze riuscissero inesorabilmente a disintegrare le forme primitive di organizzazione comunitaria delle risorse, del tutto indipendentemente dalle devastazioni economiche e sociali che quelle stesse forze provocavano. In effetti negli ultimi tempi Ostrom sembra aver preso coscienza del rischio di una interpretazione per così dire “conservatrice” e “nostalgica” delle sue analisi, e si è quindi impegnata ad effettuare ricerche sulla gestione dei beni comuni non più soltanto nei vecchi ambiti rurali e pre-capitalistici, ma anche in settori estremamente avanzati, come ad esempio quello della conoscenza. In questo nuovo ambito tuttavia le sue conclusioni sono per forza di cose divenute ben più articolate e controverse. E’ chiaro infatti che il campo della conoscenza scientifica e tecnologica è attraversato più di ogni altro da continue innovazioni che sconvolgono il quadro delle relazioni economiche e sociali, e che rendono dunque molto improbabile l’affermarsi di quei lunghi processi di sedimentazione delle regole indispensabili per l’affermarsi “dal basso” di forme di gestione “comune” delle risorse. Ecco perché, contro tutte le apparenze, il nucleo dell’analisi di Ostrom sferra implicitamente un duro colpo a quei teorici delle moltitudini che proprio nell’ambito della conoscenza vorrebbero addirittura poter individuare i semi dello sviluppo spontaneo di nuove forme di comunismo. Riguardo poi alle analisi di Williamson sulle modalità di  costituzione e di sviluppo dell’impresa, suscita molte perplessità l’idea che queste si fondino su una scelta ottimale tra scambio di mercato e gerarchia interna all’azienda. In realtà sia lo scambio che l’impresa ineriscono al medesimo rapporto di dominio: quello del capitale sul lavoro, che potrà poi esprimersi nell’una o nell’altra forma a seconda delle diverse contingenze e convenienze (non è un caso che le centralizzazioni del capitale avvengano spesso in concomitanza con poderosi processi di esternalizzazione di alcune parti dell’attività produttiva) [5]. Tali critiche naturalmente non possono gettare nell’ombra le importanti novità contenute nelle ricerche dei Nobel 2009 per l’Economia. Ad Ostrom e Williamson va senza dubbio riconosciuto il merito di aver aperto squarci nel buio oltre la siepe del mercato, al riparo del quale i vecchi teorici dell’equilibrio generale neoclassico preferivano invece chiudersi in un ostinato silenzio. Bisogna però al tempo stesso riconoscere che anche quest’anno ci ritroviamo alquanto lontani dai tempi in cui l’aria di Stoccolma veniva infiammata dal vento della critica della teoria economica. E’ questo un dato incoraggiante per una disciplina dalla quale molti si attendevano nientemeno che una via d’uscita dalla Grande Crisi? Osiamo francamente dubitare.

* Questo articolo è stato pubblicato anche su http://www.emilianobrancaccio.it/ e in versione ridotta sul manifesto del 13 ottobre 2009 (con il titolo “Il vento della critica non soffia a Stoccolma”).
[1] Dal 1901 al 2009, escludendo i riconoscimenti conferiti a organizzazioni, i premi Nobel sono stati assegnati a 802 persone, tra le quali soltanto 41 donne (il 5,1%). Il Nobel per la Pace è stato assegnato a 12 donne su 97 premiati (il 12,3%). Il Nobel per la Letteratura è stato conferito a 12 donne su 106 premiati (l’11,3%). Il Nobel per la Medicina è stato assegnato a 195 persone, tra cui 10 donne ( il 5,1%). Il Nobel per la Chimica è stato attribuito a 4 donne su 156 (il 2,5%). Il Nobel per la Fisica è stato assegnato a 2 donne su 186 premiati (appena l’1%). Con la vittoria di Ostrom, il Nobel per l’Economia – assegnato solo a partire dal 1969 – passa da zero donne a una donna su 64 premiati, corrispondente all’1,5%.
[2] Paul Samuelson (1957), “Wage and interest: a modern dissection of Marxian economic models”, American Economic Review, 47.
[3] Questa almeno è l’interpretazione degli indirizzi di politica per la concorrenza di Williamson che ci viene offerta dai membri dell’Accademia delle scienze di Svezia (“Economic governance”, compiled by the Economic Sciences Prize Committe of the Royal Swedish Academy of Sciences; scaricabile dal sitohttp://www.nobel.se/), e che in effetti scaturisce dalla grande maggioranza dei contributi dell’economista di Berkeley. Tuttavia, in un commento a caldo sull’assegnazione dei Nobel 2009, Robert Solow sembra aver suggerito una pressoché opposta chiave di lettura della vittoria di Williamson. Solow – a sua volta premiato nel 1987 – ha infatti dichiarato che “potremmo e dovremmo interpretare il lavoro di Ollie Williamson come un criterio per esaminare in che modo le grandi banche di investimento operano e come esse ci abbiano portato a quel che in retrospettiva sembra un comportamento molto stupido e rischioso” (intervista rilasciata a Janina Pfalzer e Rich Miller di http://www.bloomberg.com/). Resta da vedere se Williamson sia o meno d’accordo con questa peculiare interpretazione della sua opera.
[4] Il documento dell’Accademia delle scienze di Svezia (cit.) fornisce numerosi riferimenti alle ricerche che sembrano confermare sul piano empirico le ipotesi di Williamson sulle determinanti dei processi di espansione e di integrazione verticale delle imprese. Non vi è tuttavia alcuna citazione delle pur numerose verifiche empiriche che sembrano fornire risultati più controversi, e che sembrano dunque aprire la strada ad interpretazioni teoriche alternative a quella di Williamson. Tra queste, si veda ad esempio Richard Carter e Geoffrey M. Hodgson (2006),”The impact of empirical tests on transaction costs economics on the debate on the nature of the firm”, Strategic Management Journal, 27.
[5] Diversi ordini di critiche di stampo istituzionalista o marxista sono state rivolte a Williamson e più in generale agli esponenti della New Institutional Economics. Tra i numerosissimi contributi, segnaliamo qui Ugo Pagano (2000), “Public markets, private orderings and corporate governance”, International Review of Law and Economics, 20, e Antonio Nicita e Ugo Pagano (2001), The evolution of economic diversity, Routledge, London. Si veda anche Daniel Ankarloo e Giulio Palermo (2004), “Anti-Williamson. A marxian critique of new institutional economics”, Cambridge Journal of Economics, 28.
Un’ampia raccolta di informazioni e di riferimenti bibliografici su Elinor Ostrom e Oliver Williamson può essere acquisita dal sito www.nobel.se.

fonte: www.lavoce.it

IX Settimana della Lingua Italiana nel Mondo (19-25 ottobre 2009)

L’italiano tra arte, scienza e tecnologia sarà il tema della nona edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, in programma dal 19 al 25 ottobre 2009, in concomitanza con alcuni significativi anniversari: i 400 anni dalle prime osservazioni astronomiche di Galileo con il cannocchiale e i 100 anni dalla nascita del Futurismo. Inoltre il 2009 è stato scelto dall’ONU quale “Anno Internazionale dell’Astronomia”. L’evento fa parte delle celebrazioni per il “2009 Anno europeo della creatività e dell’innovazione” indetto dalla Commissione Europea.

Le manifestazioni culturali della IX Settimana metteranno in rilievo la creatività italiana nell’arte, nella scienza e nella tecnologia e il suo rapporto con la creatività linguistica, che nel corso della storia ha fornito tanti contributi al patrimonio linguistico europeo e universale: dalla musica alla lirica, dall’arte figurativa all’architettura, dalla scienza alla tecnologia, dalla moda al design, dalla canzone allo sport, dall’alimentazione all’arte della cucina.

La Settimana della Lingua italiana nel Mondo nasce nel 2001 da un’idea dell’Accademia della Crusca e della Direzione Generale per la Promozione e Cooperazione Culturale e, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, ogni anno acquisisce maggior forza e un numero sempre più grande di adesioni da parte di Istituti di cultura e Ambasciate, che promuovono eventi.

Approfondimenti:

http://www.esteri.it/MAE/IT/Politica_Estera/Cultura/PromozioneLinguaItaliana/