Archivi categoria: Thoughts and Words

Concorso letterario “Mezzogiorno e la sua gente” | MArteLive 2010

Raccontateci il “Mezzogiorno e la sua gente”. Si chiama così il concorso letterario 2010 inserito in MArteLive, promosso dall’Associazione Culturale Procult. MArteLive è un festival multi artistico aperto ai nuovi talenti invitati dalla stessa Fondazione per il Sud a testimoniare con un racconto o una poesia le realtà del nostro Sud. Una o più opere letterarie saranno pubblicate su Bilancio di Missione, sito e newsletter della Fondazione e presentate all’interno degli eventi finali di Roma del festival.

L’iniziativa scade il 20 aprile 2010. Per maggiori informazioni www.martelive.it

Per iscriversi alla sezione ‘Letteratura’ di MArteLive consultare il sito del festival, contenente regolamento e modalità di partecipazione…

Buona fortuna!

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Lettera all’Italia infelice

di Roberto Saviano

Alcuni stralci del testo dello scrittore. L’intera lettera di Saviano è pubblicata su “L’Espresso” in edicola da venerdì 16 ottobre.

Foto di Mario Spada sul set di “Gomorra”

Se la libertà è divenuto tema di dibattito continuo, quasi ossessivo in Italia vuole dire che qualcosa non funziona. Verità e potere non coincidono mai e quello che sta accadendo in questi giorni lo dimostra. Ci sono lezioni che non si imparano, disastri naturali che si ripetono come se la storia non ci avesse insegnato nulla e sacrifici di persone che hanno lottato per rendere questo Paese migliore che vengono dimenticati se non ignorati o peggio insultati. Qualcosa non funziona perché non si vuole capire quello che è accaduto e che quello che avviene tutti i giorni: non si racconta il presente, non si analizza il passato, tutto diventa polemica, dibattito sterile; tutto si avvita in un turbine di gelosie e di guerre tra bande. La folla di piazza del Popolo mi ha stupito, stordito, emozionato. Non sapevo cosa dire: quella che avevo davanti era una testimonianza incredibile, non ero più abituato a vedere tanti volti e tanto sole. Da quando tre anni fa sono stato messo sotto protezione e costretto a vivere con la scorta non avevo mai potuto sentire un vento di speranza così forte.

Alla gente in Italia non interessa la libertà di stampa, non si preoccupa per il fatto che sia stata offuscata e minacciata da quello che sta accadendo: la libertà di stampa non è importante perché non la si considera necessaria e utile al proprio quotidiano. Non capiscono quello che stanno rischiando, quanto possono perdere. Se ne accorgeranno solo quando riusciranno a vedere con occhi diversi e comprenderanno che oggi sulla maggioranza dei media la vita non viene raccontata ma rappresentata. Ricostruita secondo luci e dinamiche che la rendono finta. Verosimile ma lontana dal reale: come quelle foto ritoccate al computer per cancellare le imperfezioni, far sparire le rughe, il peso del tempo e gli acciacchi del divenire fino a rendere un’immagine diversa delle persone che così rinunciano persino a specchiarsi. Ci viene raccontata un’Italia allegra, il Paese del bel mangiare e delle belle donne. Ci viene imposto il modello di un Paese spensierato, in fila per partecipare alla fortuna milionaria delle lotterie e per vincere un posto in un reality show. Ma l’Italia oggi è profondamente infelice e triste. Vive nella cattiveria di una guerra per bande generalizzata, di un sistema animato dalle invidie. E la nostra percezione è così lontana dalla realtà da impedirci anche di renderci conto dell’infelicità.

Ho sempre dentro il racconto di un immigrato africano che incontrai a Castel Volturno prima delle riprese del film “Gomorra”: “La cosa che odio degli italiani è la loro gelosia, quell’invidia cattiva che hanno nei confronti di chiunque riesca ad ottenere qualcosa. Quando in Francia lavori molto, riesci a guadagnare e puoi comprarti una bella macchina, ti guardano riconoscendo il risultato. Dicono: “Quanto ha faticato per farcela”. Invece quando in Italia ti vedono al volante della stessa auto senti subito che ti stanno dicendo “Stronzo bastardo”. Non si pongono nemmeno la domanda su quanti sacrifici hai fatto, scatta subito una gelosia che si trasforma in odio. Questo accade solo nei paesi dove i diritti divengono privilegi, e quindi dove il nemico non è il meccanismo sociale che ha permesso questo, ma bensì chi riesce ad avere quel diritto. Una guerra tra vicini ignorando i responsabili del disastro. Questo si combatte solo raccontando quello che non va, perché solo raccontando la realtà di quest’Italia arida si potrà sconfiggere l’infelicità: la libertà di stampa è utile per essere felici.

L’assenza di serenità ci porta a rinunciare alla libertà di stampa. Sapere che la replica al proprio “lavoro non sarà una critica, ma un’offesa o un attentato alla sfera privata spinge ad autocensurarsi, convince a non attaccare qualunque autorità, rende schiavi di ogni potere. Dopo l’editoriale di Augusto Minzolini sul Tg1 mi sono chiesto se si rendesse conto di quello che stava facendo. Avrei voluto dirgli che manifestare per la libertà di stampa significava manifestare anche per lui, anche per il suo futuro: un futuro in cui se si potrà ancora parlare del potere, se lo si potrà criticare è perché qualcuno ha lottato per renderlo possibile. Si è scesi in piazza anche per lui, perché lui domani possa continuare a dire quello che dice oggi anche se dovesse cambiare il potere che difende le sue parole.

Fare il politico oggi nell’immaginario è fare il lavoro più semplice e comodo. Mi vengono alla mente le famiglie meridionali in cui il figlio più intelligente fa l’imprenditore e quello incapace il politico. Invece la politica dovrebbe essere una responsabilità pesante e difficile, un mestiere duro. Capisco il fastidio che può avere un politico a essere esaminato nella sua vita privata, ma questo è l’onere della sua missione, fa parte della democrazia. Oggi bisogna ricalibrare l’immaginario del politico, ritornare a una figura che fa una vita dura e poco divertente. La politica come servizio al Paese e ai cittadini, non come privilegio. La politica è vivere nella difficoltà. Penso al rigore morale di Enrico Berlinguer, Giorgio Almirante e Giorgio La Pira, restano figure di servizio alle istituzioni, nonostante i loro ideali e la loro fede religiosa.

Sono cresciuto al fianco di uomini di destra che non avrebbero mai sopportato questo clima di intimidazione e crudeltà, così come ormai la divisione e la rivalità sono così diffuse che impediscono alla sinistra ogni forma di aggregazione vera. Ogni possibilità di parlare al cuore delle persone. Oggi invece chi racconta cose scomode, chi descrive la realtà infelice dell’Italia viene accusato dalle massime autorità politiche di gettare discredito sul Paese agli occhi del mondo… Raccontare la realtà non significa infangare il proprio Paese: significa amarlo, significa credere nella libertà. Raccontare è l’unico dannato modo per iniziare a cambiare le cose”. [Published by arrangement with Roberto Santachiara Literary Agency.]

http://www.ilportaledelsud.org

Concorso di scrittura Lenti Spiriti – Ecco l’elenco delle opere che saranno pubblicate nell’opuscolo

CONCORSO DI SCRITTURA: “LENTI SPIRITI” EDIZIONI E PERCORSI DI EDUCAZIONE ALLA RESISTENZA”



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Ecco qui di seguito l’elenco degli autori  e rispettive opere selezionate per la pubblicazione.


ANNARITA TAVANI –  RESISTENZA LENTA

EMANUELE RIZZELLO – CHI VA’ PIANO VA’ LONTANO

SALVI GRECO – SALENTU GRANDE BELLU E DESOLANTE…RE-ESISTO!

GIULIA ANCONA – RIALZARSI SEMPRE!

FRANCESCA FULLONE – PREGHIERA

ANGELITA GIOTTA – LA DIFFERENZA È LA RESISTENZA

MARCO PALUMBO – SUL TRENO A VAPORE

FRANCESCO FEDELE – TEMA

GIAMBATTISTA COLELLA – L’OMBRA

ANNA MARIA DE LUCA – IL RANTOLO LIVIDO DELLE PIETRE

TANIA DE IACO – IO RESISTO: COME, QUANDO , PERCHE’

DAVIDE MILO – NON SAREMO NOI A FARE LA RIVOLUZIONE

ILARIA MEZZOLLA – LENTEZZA

PAOLA BISCOZZI – RESISTERE

FERDINANDO BORRONI – LA CASA SUL CONFINE

LILLY TOCCI – LA FIABA DEI NOSTRI TEMPI

AURELIA TRIANNI – A GIUSTO TEMPO… DOC

DANIELA CRETÌ – LA COLLANA DI CONCHIGLIE

NICOLA FABRIZIO FANIGLIULO – I GIUSTI

DANIELA BARDOSCIA – LA CITTÀ  DEI DANNATI

ANDREA PELLECCHIA – IL PREDICATORE

MASSIMO DONNO – SOGNI AL RISVEGLIO

I testi saranno pubblicati entro il 30 dicembre 2009.

Il nostro ringraziamento va a tutti coloro che hanno partecipato.

Per qualsiasi informazione non esitate a contattarci su Facebook e/o all’indirizzo mail kairos.sociale@gmail.com .

Visitate il sito www.centrostudikairos.com e il nostro blog www.centrostudikairos.wordpress.com .

Per info sul concorso clicca su: concorso di scrittura Lenti Spiriti

Polvere di Stelle

Polvere di stelle…
Tratti di vite disperse
Cadono sui miei occhi
Incendiandosi come ciocchi, di

images Questa foresta,
che
Il corpo invade,
Luccicanti
pianeti

Raccolti in reti…
L’universo,
Sempre più solo e perso,
Raccoglie…

I nostri gracili sentimenti.

thumbs

Autore: Iaphet Elli
> > http://www.iaphet.com

NOTTE FREDDA

Contro ogni forma di prostituzione minorile. sia contro chi la istiga che i clienti che la favoriscono. http://klem-davino-klem.blogspot.com/2009/10/notte-fredda-tratta-dalla-raccolta-la.html

NOTTE FREDDA

Un lampione rischiara
questo vicolo sperduto,
e come ogni sera
si legge il copione
scritto per chi
alle bugie ha creduto.

Sei nata solo ieri
– e invece di giocare –
fai la donna per mestiere.

Notte fredda – notte oscura –
sei sola tu e la paura.
Ti fai coraggio
stringendo le braccia
ma nessuno vuol capire
perché stai lì come chi
non si può salvare.
Non si vuol salvare.

Nascondi gli occhi umidi
per questa vita che ti ha deluso
e bagni la strada
con lacrime di paura
mentre con una vocina
preghi e dici:
“Salvami madre mia”.

______E’ inverno

thumbsLe foglie
Cadendo coprono i nostri
freddi pensieri;
la pioggia col suo tintinnìo
ne distrugge la composizione
distribuendola in mille idee…
queste si colorano con
quelli della natura.
Mille colori
Ma uniti nell’arcobaleno.
In questathumbs
cupa e triste giornata
All’orizzonte
un timido raggio di
sole sembra farsi strada.
L’inverno
Con i suoi rami spogli
La neve adagiata al suolo
Guarda al futuro
Con un sorriso di più
sulle labbra.

Autore: Iaphet Elli
http://www.iaphet.com

foto tratte dal web

Le Voci nella Nebbia

Cielo!
che tristezza
le voci nella nebbia,
muoiono…
svaniscono nel vuoto
che risucchia ogni corpo.
Questo passeggiare,
ricordare ogni passo
come pegno del tempo che fu
quando
in noi viveva
la chiarezza.

Autore: Iaphet Elli
http://www.iaphet.com