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PALASCìA | l’informazione migrante

Era il 1° marzo 2010…sono passati una decina di giorni dall’uscita della prima rivista interculturale salentina 

“Palascìa_l’informazione migrante”. 

Niente è casuale. Palascìa ha giocato sulla ricorrenza del numero ordinale “prima/o”, così, il quadrimestrale d’intercultura è stato presentato e distrubuito a Lecce proprio in occasione della prima giornata internazionale dello sciopero dei migranti. Il progetto editoriale, ideato e realizzato da Métissage Società Cooperativa Sociale  vincitrice del Bando Principi Attivi 2008 della Regione Puglia, si propone di offrire spunti e nuovi stimoli connotando così il Salento come autentico luogo di accoglienza e di scambi.

Palascìa è il faro di capo d’Otranto, simbolo del Salento, punto più a est d’Italia, primo bagliore segno di terra promessa dell’immigrazione salentina: indiscutibilmente simbolo delle mille convivenze della nostra Regione. La rivista “Palascìa_l’informazione migrante” si propone di dar voce alle comunità di stranieri presenti sul territorio, di offrire spunti di riflessione e possibilità di scambio culturale tra i nativi e i migranti. La rivista, inoltre, dedicherà ampio spazio ad articoli in lingua straniera per contribuire non ad un generico quanto improbabile incontro, ma, ad un impegnativo dialogo tra individui portatori di culture all’interno di contesti sociali e politici concreti.

Palascìa vuole essere, quindi, uno strumento d’informazione, approfondimento e riflessione per affrontare i processi di métissage -mescolanza, scambio, contaminazione- che si formano spontanei nelle interazioni sociali.
 
 Ogni numero della rivista tratterà tematiche utili al confronto e alla crescita per l’intera comunità. Inoltre, i dossier, allegati approfondiranno problemi attuali. Ci sarà poi una sezione dedicata alle informazioni: dai numeri utili agli orari di ricevimento dei principali uffici, oltre ai bandi istituzionali che mirano ad incentivare l’attivismo. Spazio anche all’arte e alla cultura con le rubriche e con il wall che, nasce staccabile per diventare parte dei luoghi in cui viviamo.
Il primo numero, dal titolo “Siete voi il nostro futuro”, propone un viaggio nella Puglia migliore delle politiche giovanili regionali, fornendo una carrellata sui progetti vincitori del bando Principi attivi; e poi un dossier sul lavoro che affronta e smantella una questione molto abusata e basata su un luogo comune falso e discriminatorio secondo cui “Gli immigrati ci rubano il lavoro?”.  All’interno anche un bando di concorso per riscoprire il gusto della narrazione per bambini “Il mondo racconta”, uno spazio dedicato al terzo settore salentino e alle realtà associative dei migranti, le news della cooperativa Mètissage, tante storie da conoscere e i preziosi contributi di Tonio Dell’Olio e Mauro Biani.
Palascìa_l’informazione migrante è in distribuzione gratuita nei punti in vista della città oppure può essere richiesta inviando una mail alla Mediatrice Interculturale Rosa Leo Imperiale rosisalentu@yahoo.com 
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Una maglia contro l’AIDS. Concorso e sfilata a Lecce

CONCORSO/SFILATA UNA MAGLIA CONTRO L’AIDS
il 20 dicembre dalle 16,00 alle 23,00 presso le Officine Cantelmo di Lecce

In collaborazione con ISTITUTO CORDELLA e L.I.L.A.

Nel corso di una sfilata di moda saranno presentati i lavori partecipanti ad un Concorso per la realizzazione di t-shirt e abiti a tema a cura degli allievi dell’Istituto Cordella e degli Istituti di Moda della provincia di Lecce. Le maglie saranno esposte, indossate, sfilate e vendute all’asta per la raccolta fondi da parte della Lila di Lecce. I messaggi dipinti/lavorati/stampati sulle maglie verteranno sul tema della prevenzione o della solidarietà alle persone sieropositive. Le maglie saranno giudicate da una giuria composta da esperti di comunicazione, stylist, prevenzione. Il vincitore sarà premiato con una targa di partecipazione.

I consumi culturali degli italiani secondo l’Annuario statistico 2009

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Continua ad essere il cinema la tipologia di  intrattenimento fuori casa, preferita dagli  italiani durante il tempo libero. E’ quanto  emerge dall’ultima edizione dall’annuario  statistico che l’Istat pubblica ogni anno,  offrendo un vasto repertorio dell’informazione  prodotta dalla statistica ufficiale su temi quali  l’economia, lo stato dell’ambiente, la pubblica  amministrazione, le dinamiche sociali.  Nell’ambito dei consumi culturali, dopo il  cinema – che cattura l’interesse del 49,6% della popolazione con sei anni e più – gli italiani, che dichiarano di fruire di almeno uno spettacolo o intrattenimento fuori casa nel corso dell’anno, vanno a vedere mostre e musei nel 28,8% dei casi, partecipano a manifestazioni sportive (26,7%), frequentano discoteche e balere (22,6%), visitano siti archeologici e monumenti (21,9%), vanno a teatro (21,5%), partecipano a concerti di vario tipo (20,5%), e solo in rari casi assistono a concerti di musica classica (10,1%). Se gli spettacoli sportivi interessano un pubblico prevalentemente maschile, sono soprattutto le donne ad andare a teatro, con livelli di fruizione generalmente più elevati nel Centro-Nord rispetto al Sud del paese. Risultano essere in calo i visitatori di musei, gallerie, monumenti e aree archeologiche gestite dallo Stato, con un meno 3,9% nel 2008. In particolare diminuiscono i visitatori degli istituti a pagamento (-5,9%), mentre aumentano quelli con ingresso gratuito (+2,2 per cento), per un valore complessivo di 33,98 milioni di persone che hanno visitato i 399 luoghi d’antichità e d’arte dello Stato. Nel corso del 2007 gli italiani hanno speso circa 1 miliardo e 639 milioni di euro per assistere a rappresentazioni teatrali e musicali, spettacoli cinematografici e manifestazioni sportive, facendo registrare una spesa complessiva per abitante pari a 27,62 euro.
La televisione si conferma essere la forma prevalente di intrattenimento domestico, guardata dal 93,6% degli italiani. Sono il 45,1%, invece, coloro che dichiarano di dedicarsi alla lettura, attività che riscontra un maggior successo tra le donne le quali non solo leggono più degli uomini, ma leggono anche un numero più elevato di libri. Una percentuale molto alta di lettori si registra soprattutto tra i giovani, e sono i ragazzi tra gli 11 ed i 14 anni a leggere più libri nel tempo libero. Si apprende con piacere che rispetto al 2008 è aumentata la percentuale dei lettori di libri, che passa dal 44 al 45,1%, anche se persiste il divario tra Nord e Sud, dove legge il 34,6% dei residenti rispetto al 48% di coloro che abitano al Centro e al 51,8% di coloro che vivono al Nord.
L’uso di Internet e del personal computer ha conosciuto un trend crescente nel corso degli ultimi cinque anni, passando rispettivamente dal 31,8% del 2005 al 44,4% del 2009, e dal 39,9% del 2005 al 47,5% del 2009, con un incremento delle persone che dichiarano di utilizzare Internet ed il computer tutti i giorni ed una o più volte alla settimana. L’uso del computer, che coinvolge soprattutto i giovani tra i 15 e i 19 anni, è più diffuso tra gli uomini che dichiarano di utilizzarlo nel 52,8% dei casi, a fronte del 42,5% delle donne.
Sul fronte della spesa sostenuta per le attività di ricerca e sviluppo l’Italia conferma il suo triste primato, posizionandosi agli ultimi posti rispetto agli altri paesi europei. Con 16.835 milioni di euro, pari all’1,14% del Pil, l’Italia è ancora lontana da paesi con la Svezia, dove la spesa in ricerca e sviluppo rappresenta il 3,74% del Pil, la Filandia (3,45% del Pil), la Germania (2,54%), la Danimarca (2,48%) e l’Austria (2,46%), riuscendo a fare meglio solo della Grecia e del Portogallo che spendono per la ricerca meno dell’1,2% del loro prodotto interno lordo. Le uniche istituzioni italiane ad essere il linea con gli obiettivi fissati dall’Unione Europea nel campo della ricerca sono quelle appartenenti al settore pubblico e alle università, mentre le istituzioni non profit svolgono un ruolo marginale e le imprese presentano un volume di attività sottodimensionato rispetto alla soglia del 66% stabilita a livello europeo, mettendo in evidenza una scarsa integrazione tra settore pubblico e settore privato.

 

fonte: www.tafter.it

8° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione «I media tra crisi e metamorfosi»

Presentazione

Il 19 novembre 2009 è stato presentato a Roma, presso il Senato della Repubblica – Palazzo Giustiniani – da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e Giuseppe De Rita, Presidente del Censis, l’ottavo Rapporto sulla comunicazione che prosegue il monitoraggio dell’evoluzione dei consumi mediatici in Italia, misurati nell’arco di un decennio.

La crisi economica mondiale che stiamo attraversando ha accelerato il processo di trasformazione del sistema dei media già in atto, modificandone alcune direttrici, e determinando metamorfosi inattese, secondo il paradigma della moltiplicazione e integrazione dei media, con l’assottigliamento dei confini tra i mezzi e tra i generi della comunicazione.

Il Rapporto si focalizza anche su tre questioni di grande rilevanza e attualità.

  • la moltiplicazione degli usi della televisione;
  • l’informazione e la fiducia riposta dal pubblico nei media;
  • l’affermazione di un nuovo paradigma nell’uso dei media, rispecchiato dalla crescita esponenziale degli utenti di Facebook e degli altri social network.

Alcuni dati.

Tra il 2001 e il 2009 è in crescita la diffusione di tutti i mezzi di comunicazione.

Aumentano gli utenti di Internet (+26,9%) e dei telefoni cellulari (+12,2%), ma anche la radio fa un grande balzo in avanti (+12,4%), così come crescono, anche se di poco, i lettori di libri (+2,5%) e di giornali (+3,6%), e la stessa televisione raggiunge praticamente la quasi totalità degli italiani (+2%).

Gli utenti della Tv arrivano a quota 97,8% della popolazione, ilcellulare sale all’85%, la radio all’81,2%, i giornali al 64,2%, i librial 56,5%, Internet al 47%.

Si rileva l’espansione dei media gratuiti e la sostanziale battuta d’arresto di quelli a pagamento (ad eccezione della Tv digitale). Mentre l’uso complessivo del telefono cellulare rimane pressoché stabile tra il 2007 e il 2009 (con un leggero calo dall’86,4% all’85% della popolazione). Cresce, invece, l’uso del cellulare nelle sue funzioni di base (dal 48,3% al 70%), mentre quelle più sofisticate e costose sono diminuite: lo smartphone è sceso dal 30,1% al 14,3%, il videofonino dall’8% allo 0,8%.

Il telefonino appare dunque un bene a cui non si può rinunciare neanche in tempi di crisi; ma qualcosa si può risparmiare, p. es. inviando qualche sms in più ed evitando di connettersi a Internet con i costosissimi servizi wap.

Quanto alle nuove forme di Televisione, esse sono entrate a far parte delle abitudini degli italiani. Negli ultimi due anni l’utenza della Tv satellitare passa dal 27,3% al 35,4% della popolazione e il digitale terrestre raddoppia il suo pubblico (dal 13,4% al 28%), benché la chiusura del segnale analogico abbia interessato finora solo alcune zone del territorio nazionale. La Tv via Internet triplica la sua utenza, passando dal 4,6% al 15,2%, e la mobile Tv interessa già l’1,7% della popolazione. Il 60,7% di chi guarda la Tv digitale (satellitare o terrestre) ha sottoscritto un abbonamento, soprattutto per guardare le partite di calcio e gli eventi sportivi in esclusiva (31,2%), i film in prima visione (24,8%), i cartoni animati per i bambini (13%).

Ormai si rinuncia alla carta stampata: negli ultimi due anni la lettura dei quotidiani a pagamento passa dal 67% al 54,8%. Questo dato riguarda l’utenza complessiva (cioè delle persone che leggono un quotidiano almeno una volta la settimana). L’utenza abituale(cioè delle persone che lo leggono almeno tre volte la settimana) passa dal 51,1% del 2007 al 34,5% del 2009. La flessione non è certo compensata dall’aumento della diffusione della “stampa libera” (free press), che rimane pressoché stabile (passando dal 34,7% al 35,7%). La lettura, anche occasionale, dei settimanali coinvolge il 26,1% degli italiani (-14,2% rispetto al 2007) e quella dei mensili il 18,6% (-8,1%). In leggera flessione anche la lettura dei libri, che raggiungeva il 59,4% della popolazione nel 2007, per scendere al 56,5% nel 2009.

Per finire:

l’impiego di Internet è passato dal 45,3% (2007) al 47% della popolazione. Per quanto riguarda i quotidiani on line, si registra una flessione (dal 21,1% al 17,7%) non certo riconducibile a motivi economici, bensì all’evoluzione degli impieghi della rete (si pensi ai portali che pubblicano anche notizie di cronaca e di costume, a link e finestre informative aperte nei blog ecc.).

Il numero delle persone che hanno un rapporto esclusivo con imedia audiovisivi (radio e Tv) rimane praticamente stabile (26,4%), mentre diminuiscono quanti hanno una «dieta mediatica» basata al tempo stesso su mezzi audiovisivi e mezzi a stampa (dal 42,8% al 24,9% tra il 2006 e il 2009). La somma dei due gruppi rappresenta il totale di quanti non hanno ancora colmato il digital divide, la cui soglia si collocava nel 2006 al 71% e scende oggi al 51,3% della popolazione.

Nasce tuttavia una nuova forma di divario (il press divide) tra quanti contemplano nelle proprie diete i media a stampa e quanti non li hanno ancora o non li hanno più; nel 2006 il 33,9% degli italiani non aveva contatti con i mezzi a stampa, nel 2009 si è arrivati al 39,3% (+5,4%). Ad aumentare negli ultimi anni l’estraneità ai mezzi stampati sono i giovani (+10%), gli uomini (+9,9%) e i più istruiti (+8,2%): proprio i soggetti da sempre ritenuti il traino della modernizzazione del Paese.

 

Fonte: Censis

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SALUTE: E’ arrivata l’Oncoguida

In versione cartacea e on line, l’Oncoguida è un servizio di informazione per i malati di cancro e le loro famiglie, i curanti, le istituzioni, gli amministratori sanitari e i volontari. E’ uno strumento per sapere a chi rivolgersi per indagini diagnostiche, trattamenti terapeutici, sostegno psicologico, riabilitazione, assistenza e per essere informati sui propri diritti.

L’informazione come prima medicina, una Oncoguida al servizio dei malati di cancro. Questo il tema centrale del Convegno “Parlare con i malati di cancro”, che si è svolto il 4 novembre scorso presso l’Istituto Superiore di Sanità alla presenza del Viceministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Prof. Ferruccio Fazio, e del Presidente dell’ISS, Prof. Enrico Garaci.

Oncoguida è uno strumento che risponde alle esigenze più comuni dei malati di cancro, dei loro famigliari ed amici, per identificare rapidamente le strutture italiane specializzate nella diagnosi e cura dei tumori.
La guida consente di trovare, in modo semplice, nome ed indirizzo della struttura sanitaria da contattare per trovare risposta alle domande più comuni per i pazienti oncologici riguardanti la diagnosi, le terapie (chirurgia, chemio-terapia, radioterapia etc.), ma anche assistenza e sostegno psicologico.
La guida consente, inoltre di individuare le associazioni di volontariato, gli hospices (strutture per l’assistenza ai malati terminali), i centri di riabilitazione e per la terapia del dolore, presenti sul territorio nazionale.

Oncoguida, nata come progetto di AIMaC in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, è frutto della sinergia tra volontariato, istituzioni sanitarie e società scientifiche. È stata realizzata nell’ambito della campagna di comunicazione del Ministero della Salute “Con il malato, contro il tumore” con l’obiettivo di costituire una fonte unica e sempre aggiornata di informazione a disposizione del pubblico e degli addetti ai lavori.
La guida, realizzata da AIMaC (Associazione Italiana Malati di Cancro), ISS e Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, con la collaborazione delle Società scientifiche, è consultabile on line ma sarà presto disponibile anche in versione cartacea.

Alla pagina www.oncoguida.it è possibile consultare la versione on line dell’Oncoguida. Qui è possibile effettuare la ricerca in due modi diversi:
– Ricerca avanzata
– Ricerca per prestazione, che si divide in quattro aree tematiche: Terapia, Assistenza, Diagnostica e Crioconservazione.

“Sono le Pagine Gialle dell’oncologia – ha spiegato il prof. Garaci, Presidente dell’ISS – con 20.000 indirizzi in tutta Italia divisi per Regione e tipologia di struttura: ospedali, associazioni di volontariato, organizzazioni no profit per sapere a chi rivolgersi per diagnosi, trattamenti terapeutici, sostegno psicologico, riabilitazione e assistenza. Uno strumento prezioso per far valere i propri diritti e scegliere dove farsi curare”.
“Oggi abbiamo gli strumenti per poter valutare, con le “stellette”, l’appropriatezza clinica delle struttura e delle liste di attesa”, ha spiegato il Prof. Fazio, aggiungendo che “ora l’impegno è proprio quello di certificare, come Ministero, questo motore di ricerca, in modo da poter dare un valore aggiunto e presentare il prossimo anno una guida con le stellette”.
Con riferimento al tema del volontariato, il Viceministro ha precisato che “le azioni dei volontari spesso frustrati da un ruolo non riconosciuto, devono diventare parte integrata, certificata del Servizio Sanitario Nazionale. Bisogna sistematizzare la loro presenza nei reparti delle strutture ospedaliere”.

“Nell’ultimo anno in Italia si sono registrati circa 170 mila decessi per cancro. I tumori rappresentano la seconda causa di morte nel nostro Paese. A fronte di questi dati, che giustificano da soli l’attenzione che le Istituzioni devono riservare al tema delle malattia oncologica, si registra da parte dei cittadini una sempre maggiore richiesta di informazione”.
Lo spiega il Direttore generale della Direzione comunicazione e relazioni istituzionali del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, avv. Daniela Rodorigo. “Nell’ambito della propria attività di comunicazione sui tumori, le Istituzioni sono quindi chiamate a svolgere il loro ruolo tenendo sempre ben presenti due obiettivi primari: garantire al cittadino la compiutezza e la scientificità delle informazioni ed assicurare l’umanizzazione della comunicazione soprattutto nel rapporto medico-paziente.
Per migliorare l’efficacia della propria comunicazione il Ministero è impegnato da anni a costruire un sempre più saldo e innovativo rapporto con il mondo dell’associazionismo. L’obiettivo è quello di coinvolgere le maggiori associazioni di volontari e di pazienti nella definizione della strategia di comunicazione delle campagne da realizzare e di delegarle nella realizzazione di specifiche iniziative di sensibilizzazione sul territorio.


www.ministerosalute.it
www.oncoguida.it

 

fonte: www.nonprofitonline.it

PRESENTATA LA DECIMA EDIZIONE DEL RAPPORTO NAZIONALE SULLA CONDIZIONE DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA IN ITALIA

Il Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia quest’anno compie 10 anni. 10 anni di rigorose analisi sul complesso e delicato mondo di infanzia e adolescenza, 10 anni di ascolto su ciò che bambini e ragazzi pensano della vita e del mondo che sta loro intorno. Un documento ricco di dati e valutazioni che servono non solo a stimolare la riflessione sulla condizione dei bambini e degli adolescenti in Italia, ma anche a promuovere una sempre maggiore diffusione della cultura dei loro diritti. Il Rapporto si pone come un valido strumento di conoscenza delle principali trasformazioni, delle linee di tendenza, delle potenzialità e dei rischi che caratterizzano l’età evolutiva nel nostro Paese. Le 40 schede che compongono il Rapporto approfondiscono macro-tematiche che vanno dall’abuso e disagio alla salute, dall’utilizzo dei nuovi media ai principali cambiamenti intervenuti a modificare taluni comportamenti delle agenzie di senso e di orientamento come la famiglia e la scuola, ma anche i luoghi della cultura e della fruizione del tempo libero. Le due grandi indagini svolte all’interno del mondo scolastico hanno interessato circa 2.500 bambini e ragazzi in 33 scuole di ogni ordine e grado. L’identikit del bambino è stato tracciato attraverso un questionario somministrato a bambini con un’età compresa tra i 7 e gli 11 anni, frequentanti la terza, quarta e quinta classe della scuola primaria e la prima classe della scuola secondaria di primo grado. L’Identikit dell’adolescente, invece, ha raccolto gli orientamenti dei ragazzi dai 12 ai 19 anni, frequentanti la seconda e la terza classe della scuola secondaria di primo grado o una delle cinque classi della scuola secondaria di II grado. I questionari analizzati sono stati 1.090 per quanto riguarda l’infanzia e 1.373 per l’adolescenza.

 

Per maggiori informazioni visita il nostro sito http://www.azzurro.it

Terzo settore, premio giornalistico internazionale

Si aprono le iscrizioni per concorrere al Premio Internazionale Comunicazione per il sociale, ideato dall’Agenzia per le Onlus in collaborazione con il Festival Internazionale del Giornalismo e la Regione Umbria.

Il Premio è suddiviso per categorie: radio e televisione, per il miglior servizio o programma di approfondimento; web, per la migliore esperienza (giornalistica e non) comunicata attraverso la rete; stampa, per la migliore testata o il miglior giornalista ad aver dimostrato carattere innovativo, documentazione e approfondimento del lavoro presentato.

La partecipazione al concorso è gratuita e  ogni concorrente potrà inviare un solo elaborato, tra quelli pubblicati, trasmessi e diffusi in Italia tra il 1/1/2009 e il 31/12/2009.
È stato istituito inoltre uno speciale premio internazionale, selezionato dal Comitato promotore del Premio e destinato al giornalista, testata o gruppo che si è distinto a livello internazionale. Al vincitore di ogni categoria, compreso il premio internazionale, andrà una somma pari a 5mila euro.

Il Premio, alla sua prima edizione, è stato presentato durante il Festival Internazionale di Giornalismo, che si tiene a Perugia ogni anno ad aprile e che nell’edizione 2010 ospiterà la premiazione degli elaborati selezionati.
Come indicato dal Presidente dell’Agenzia per le Onlus, Stefano Zamagni, il concorso ha lo scopo di “colmare un’evidente lacuna nel contesto comunicativo italiano; del terzo settore infatti si parla quasi sempre solo in negativo, mai per lodarlo. (…) Ed è invece tanto il bene che viene prodotto dal Terzo settore!”

Il Premio è rivolto dunque a tutti i soggetti che fanno parte del mondo della comunicazione sociale e quindi testate, giornalisti, organizzazioni e gruppi, che si sono distinti per originalità dei contenuti veicolati, rigore, completezza dell’informazione e della forza comunicativa.

Per iscriversi è necessario stampare la scheda dal sitowww.agenzieperleonlus.it, compilarla ed inviarla insieme a una copia dell’elaborato, che dovrà essere presentato sia in forma cartacea che elettronica, alla Agenzia per le Onlus entro e non oltre il 28 febbraio 2010. Per maggiori informazioni è possibile contattare l’Agenzia tramite l’indirizzo premiocomunicazioneperilsociale@agenzieperleonlus.it.

Sara Sacco

 

fonte: www.comunicatoripubblici.it