Per chi ancora non lo sapesse,
è severamente vietato l’uso di tende per proteggersi dal sole
nelle stanze della Residenza Universitaria «Angelo Rizzo».
Chi ci ha provato è già stato chiamato a rapporto col rischio di essere processato. Lunedì 6 luglio comincerà la caccia alle tendine, una campagna di repressione di qualunque tipo di tenda. Si sa, dietro una tenda tutto può accadere, persino che uno studente studi al fresco!
I motivi? Beh, in verità, sono tanti e forse questo articolo non basterà ad elencarli tutti. Cercheremo comunque di elencare quelli più importanti.
Primo: cosa accadrebbe se nello studentato tutti utilizzassero una tendina per proteggersi dal sole? Sarebbe uno scempio! Pensate da fuori cosa si vedrebbe: una casa piena di colori! Verde, giallo, rosso; andrebbe a minare l’estetica della struttura caratterizzata dal suo elegante color grigio cemento, che intona perfettamente con gli edifici accanto.
E poi pensate il rischio per gli automobilisti che arrivano da Brindisi: rischierebbero di essere accecati dai pericolosissimi riflessi emanati dalle tendine, col rischio di creare terribili incidenti.
Secondo: dietro alle tende gli studenti potrebbero nascondere animali pericolosissimi: piccioni, gechi, lucertole, api, mosche, zanzare… e poi rinoceronti, giraffe, elefanti… per non parlare di quelle antipatiche zebre juventine!
Terzo: dove mettiamo la privacy? Si, perché dalle sale del tribunale nessuno potrebbe più vedere cosa accade nelle nostre stanze; e, a chi da Foro Boario piace spiare le stanze delle ragazze, non potrebbe farlo più. Insomma: sarebbe una violazione della privacy pubblica (vi lascio immaginare cosa è una privacy pubblica)!
Insomma, quando c’è da salvaguardare la trasparenza
l’Adisu entra sempre in azione!
E intanto a noi studenti rimane un dubbio:
i soldi delle nostre borse di studio, che fine hanno fatto?
Gatti Gianfranco