Eurostat, l’ufficio statistico della Commissione europea, ha reso noti i dati di uno studio condotto tra i giovani laureati dei paesi europei e l’Italia si è classificata negli ultimi posti: solo 19 giovani su 100 tra i 24 ed i 35 anni sono laureati
Eurostat, l’ufficio statistico della Commissione europea, ha reso noti i dati del rapporto “Il processo di Bologna nell’educazione universitaria: indicatori chiave della dimensione sociale e della mobilità”. Lo studio è stato condotto tra i giovani laureati dei paesi europei e l’Italia ha conquistato il “primato” in negativo. Infatti i giovani laureati italiani sono tra le ultime posizioni della classifica. Secondo la statistica tra gli italiani di età compresa tra i 25 ed i 34 anni solo 19 persone su 100 hanno la laurea. La media europea è molto più alta: nella maggior parte dei paesi è intorno al 30%, mentre in stati come Francia, Spagna, Danimarca, Svezia e Regno Unito arriva anche al 40%. Gli unici paesi che l’Italia è riuscita a battere sono Repubblica Ceca, Romania e Slovacchia.
Facendo una distinzione per sessi, gli uomini italiani hanno raggiunto risultati peggiori delle donne: infatti, sempre nella stessa fascia d’età, soltanto 15 maschi su 100 hanno terminato gli studi universitari, mentre per le donne si parla di un 23%. Un dato molto basso soprattutto se confrontato con paesi come Cipro, dove invece il 42% dei giovani uomini è laureato. Il titolo di studio è determinato anche dalla famiglia di provenienza: secondo i dati raccolti uno studente che proviene da una famiglia di persone laureate ha maggiori possibilità di prendere a sua volta la laurea. Al contrario, le persone che provengono da una famiglia con un basso livello di formazione hanno minori possibilità di frequentare l’università e raggiungere il titolo di studio superiore.
I laureati provenienti da famiglie “a basso livello di formazione” sono soltanto il 9% di tutti i giovani tra i 24 ed i 35 anni; mentre per i giovani provenienti da famiglie istruite, la percentuale sale al 60%. Quindi i figli di laureati hanno una probabilità sette volte maggiore di prendere la laurea rispetto ai coetanei che appartengono a famiglie con un livello di istruzione molto basso. Anche in questo caso l’Italia non riesce a reggere il confronto con gli altri paesi europei: nel Regno Unito i figli dei laureati hanno una probabilità doppia di raggiungere la laurea; in Francia e Spagna la probabilità sale a due volte e mezzo, comunque ancora molto lontana da quella italiana.
Il “processo di Bologna nell’educazione universitaria” è un programma avviato nel 1999 che vuole portare a raggiungere una riforma per realizzare “uno spazio europeo dell’istruzione universitaria” entro il 2010. L’istruzione universitaria è infatti considerata “determinante per ottenere un impiego” ed influente per la retribuzione, in quanto “coloro che sono in possesso di un livello di istruzione superiore guadagnano in media il doppio dei lavoratori con un livello di istruzione debole”. Per questo gli studi universitari assumono un’importanza notevole e devono poter essere sviluppati per dare la possibilità a tutti di portarli a termine.
a cura di Barbara Leone
fonte: www.studenti.it