Il lungo esercizio elettorale indiano per la nomina dei rappresentanti del parlamento, Lokh Sabha, e’ durato piu’ di un mese. Gli ufficali elettorali hanno attraversato il paese in lungo in largo, muovendosi addirittura a piedi e in barca per assicurari che ognuno dei 714 milioni di cittadini indiani avente diritto al voto, potesse esprimere la sua preferenza.
Dopo un lungo mese di dibattiti e scontri politici, sabato 16 maggio sono stati effettuati i conteggi dei voti e il risultato e’ chiaro: il Partito Nazionale del Congresso e la sua coalizzione UPA (United Progressive Alliance) hanno stravinto.
L’esito non era cosi’ scontato. Sembrava che nessuno dei blocchi politici potesse raggiungere una maggioranza forte e che si dovessero creare fragili alleanze e raggiungere compromessi per poter governare. Invece il fronte guidato da Sonia Gandhi ha raggiunto inaspettatamente una solida maggioranza, con 261 rappresentati su 543, a cui si accoderanno i partiti minori che gia’ avevano espresso il loro appoggio.

Nella sola citta’ di Mumbai, la piu’ cosmopolita dell’intera India, il congresso ha vinto in otto circoscrizioni su nove.
Sono stati letteralmente travolti i rappresentanti del Terzo Fronte comunista, della destra nazionalista hindu del BJP e i partiti locali del Shiv Sena e MSN che rappresentano sopratutto i marathi, gli abitanti originari dello stato del Maharshtra di cui Mumbai e’ la capitale, in aperto contrasto con gli immigrati provenienti soprattutto dal nord dell’India, che si riversano ogni giorno nello stato in cerca di lavoro e di un futuro piu’ roseo.
L’opinione generale e’ che, in queste elezioni del 2009, abbia vinto la stabilita’, l’unita’e il secolarismo.
La gente in questo momento di crisi economica globale, in cui l’India e’ minacciata dal terrorismo e dall’instabilita’ degli stati confinati, sembra aver riconosciuto l’UPA come unica vera alternativa per far progredire il paese in modo armonico.
Sabato pomeriggio Mumbai era tranquilla, presa, come sempre dalla sua routine quotidiana e la sua lotta alla sopravvivenza.
A sud della citta’, la zona attorno alla sede in cui si stavano svolgendo gli scrutini elettorali era chiusa al traffico, trincerata e controllata da decine di poliziotti.
Nel tardo pomeriggio si e’ presentato il candidato della circoscrizione Milind Deora, per ricevere l’attestazione della sua vittoria All’esterno del palazzo e’ stato assediato dai giornalisti bramosi di un commento a caldo e una piccola folla di sostenitori, armati di bandiere, collane di fiori e polvere rossa, lo ha accompagnato alla sua auto in trionfo cantando e strepitando. L’unica nota di colore in questa giornata. Poi l’auto si e’ dileguata e con lei ogni chiassosa manifestazione di euforia.
La citta’ rimane a guardare silenziosa e registra composta i risultati. Solo un velo di ottimismo generale e’ percettibile.
Parlando con la gente comune, la maggior parte sembra contenta del risultato e ancora piu’ soddisfatta del fatto che l’UPA abbia inaspettatamente vinto con una notevole maggioranza.
“Un governo forte, che possa governare in piena tranquillita’ e non debba piegarsi a compromessi, questo e’ quello di cui ha bisogno questo paese” sostiene Reshma, (36), che insieme al marito gestisce una piccola societa’ di web design.
Vandana (61), che ha anche lei un suo piccolo business, esprime tutta la sua gioia sostenendo che Manmohan Singh sia un vero signore ed esprimendo tutto il suo rispetto per la figura di Sonia Gandhi, una donna che pur potendo trascorrere la sua tranquilla vita, ha deciso di mettersi in gioco ed entrare nell’arena politica in un paese pieno di problemi, che non e’ nemmeno il suo di origine, per poter migliorare la situazione della sua gente.
Ha apprezzato anche il lavoro dei figli Rahul e Priyanka, che in questa campagna hanno avuto un ruolo fondamentale e si sono dimostrati semplici, accessibili ed efficaci.

Inoltre conclude, “Il partito del Congresso non ha nessuna affiliazione religosa e pensa al bene di tutta la popolazione”.
Della stessa idea e’ Mohammad, (55) che sottolinea come lui si senta indiano prima che musulmano. “Mentre il BJP e la miriade di partiti locali tendono a dividere la popolazione, rappresentando l’interesse solo di una parte” spiega “il Partito del Congresso da cinquantanni lavora a unificare il paese e ha fatto dell’India il paese unito che e’”. “Cosa piu’ importante” continua, “sotto il governo dell’UPA tutte le minoranze si sentono al sicuro”.
Si felicita di come i giovani abbiano finalmente iniziato ad interessati al destino del loro paese, siano andati a votare in massa e abbiano saputo scegliere; mentre del premier Manmohan Singh apprezza l’integrita’ e aggiunge “L’anno scorso, durante il dibattito sull’accordo nucleare, la sinistra si e’ allontanata dall’alleanza. Per salvare il suo governo e la sua sedia il Primo Ministro poteva abbandonare la sua posizione, ma non lo ha fatto perche’ sapeva quanto quell’accordo fosse importante per il bene del paese”.
La trentenne Ines, cristiana cattolica, e’ molto piu critica. “Con il Partito del Congresso al potere mi sento piu’ tutelata” spiega “ma alla fine non e’ importante chi sale al governo, ma cosa riuscira’ veramente a realizzare.”
In una citta’ come questa, spesso chiamata la Shanghai dell’India, commenta, c’e’ ancora molto lavoro da fare e abbiamo bisogno di risultati tangibili al piu’ presto, partendo dalle infrastrutture. Le strade sono da rifare, i treni urbani da migliorare, ponti e cavalcavia da costruire. “Stanno realizzando una linea metropolitana sopraelevata, se dicono che verra’ completata nel 2010, voglio che i tempi vengano rispettati” afferma.
Sanjiv (42), un piccolo commerciante, evidenzia invece come l’India, che solo un decennio fa era uno dei paesi piu’ poveri del terzo mondo, abbia rialzato la testa e sia ora a pieno titolo una potenza, grazie alle politiche dell’UPA e di Manmohan Singh.
Da questo nuovo governo si aspetta una maggiore apertura del mercato e una crescita economica costante. I dati della borsa sono gia’ in rialzo mi fa notare.
E per concludere confessa che la corruzione dei politici sia cosa risaputa “tutti ci mangiano” dice “non si salva nessuno, ma perlomeno i rappresenati dell’UPA sembrano farlo meno degli altri”.
Oggi l’India esulta ai risultati elettorali, ma da domani per la coalizione di Sonia Gandhi inizia il difficile compito di tornare governare un paese complesso sotto l’occhio critico e vigile dei suoi cittadini.