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PREMIATO A RIMINI IL PROGETTO “LIBERA PAROLE”

Pubblicato da: centrostudikairos su: Aprile 6, 2009

PREMIO NAZIONALE COMUNICAZIONE SOCIALE < RIMINI 3 APRILE 2009

 2° posto per LIBERAPAROLE
progetto di un gruppo di giovani con i detenuti di Borgo San Nicola
 
 

a cura del Gruppo ICS (del Centro Studi Kairos www.centrostudikairos.com)
in collaborazione con Casa Circondariale Borgo San Nicola di Lecce

 
Coordinatrice e referente del progetto  | dott.ssa VIVIANA BELLO
Laboratori di scrittura creativa | a cura di SIMONA CLEOPAZZO
Laboratori di musicoterapia | a cura di ANGELA ALBANESE e AMERIGO VERARDI
< Le produzioni premiate
“L’essenziale è invisibile agli occhi
| un opuscolo di scritti e pensieri dei detenuti
perché crediamo che “l’anelito di libertà” non venga smontato da una cella di una prigione se ti viene data l’opportunità di scrivere e, anche se per un breve periodo, i detenuti questa opportunità l’hanno avuta, raccontando sentimenti, esperienze, vissuti, mettendoli confronto con i pari e con il gruppo di volontari.

T-shirts e cappellini Libero pensatore. Basterebbe dire solo pensatore,

 
Sono prodotti che riteniamo fortemente comunicativi e che sono diventati strumento di sensibilizzazione e promozione di una cultura della legalità di un’ampia fascia di popolazione che include giovani e meno giovani. Questi prodotti comunicativi partono da una sfida: rendere quelli che dovevano essere i destinatari ultimi del messaggio di pubblica utilità coloro che invece questo messaggio l’hanno ideato.
 
< …dalle parole di Viviana Bello – coordinatrice e referente del progetto
E’ un importante riconoscimento l’essere arrivati tra i primi venti, perchè in fondo non eravamo ancora un’agenzia di comincazione bendì un gruppo di giovani informale costituitosi per richiedere un finanziamento europeo (Programma Gioventù – Azione 1.2). Attraverso questo progetto, che per noi ha rappresentato un vero e proprio sogno, alcune di noi hanno scoperto la passione della comunicazione sociale e di pubblica utilità scegliendo poi di continuare a lavorare nel campo della comunicazione sociale e della progettazione di interventi di pubblica utilità, convogliando le forze in una nuova realtà il Centro Studi kairos. Abbiamo così fatto rete soprattutto grazie all’impegno e all’esperienza pluriennale della docente dei laboratori di scrittura creativa, Simona Cleopazzo, che poi è divenuta la presedente del nostro centro studi (www.centrostudikairos.com)
Che dire poi del nostro progetto poi..è stata un’esperienza che ci ha arricchito tanto dal punto di vista professionale e umano; attualmente infatti stiamo progettando una nuova inziativa da svolgere sempre all’interno della realtà penitenziaria. Pur essendo consapevoli di non aver potuto risolvere in toto le problematiche relative al reinserimento dei giovani detenuti dopo lo sconto della pena, crediamo che sia stato importante dar voce a coloro che non avrebbero avuto spazio sui quotidiani e le riviste “ufficiali”, inoltre riteniamo che il racconto di storie vissute o di semplici ed emozionanti poesie possa rappresentare un importantissimo strumento di prevenzione e di responsabilizzazione delle giovani generazioni.
 
 
< Liberaparole: il progetto in sintesi!
Con questo progetto abbiamo affrontato i temi della legalità e dell’esclusione sociale in modo dinamico, provocatorio, insolito…Qualcuno ironicamente ci diceva “voi state facendo un progetto sulla legalità proprio in carcere che, per certi versi, rappresenta il luogo dell’illegalità per eccellenza, dell’illegalità che deve essere scontata!!!”. È stata questa la nostra sfida, la nostra scelta. Il gruppo Ics con questo progetto ha scelto di riflettere e far riflettere sull’istituzione carceraria, sulla comunicazione all’interno della stessa e tra questa e la società, sul volontariato e sulla solidarietà. lo ha fatto avviando due laboratori: scrittura creativa e musicoterapia all’interno di Borgo San Nicola, laboratori a cui hanno partecipato una ventina di detenuti.
Nasce così l’opuscolo “L’essenziale è invisibile agli occhi”, che raccoglie pensieri, poesie, sogni dalla casa circondariale di Lecce. Se vogliamo fare un paragone è questo quello che potremmo definire come una parte degli scatti di una pellicola del film di quest’esperienza che per noi e per loro rappresenta tanto perché in ogni pagina c’è un carico di emozioni, di sentimenti, di storie condivise o solo sussurrate. Nasce così anche lo slogan degli altri strumenti di comunicazione (t-shirt e cappellini): “Libero Pensatore. Basterebbe solo dire pensatore” diffuso e regalata ai giovani durante iniziative legate alla legalità o a cui ci hanno invitate.

materiale

 

 

 

 

Sfoglia l’opuscolo, clicca qui:     lessenziale-e-invisibile-agli-occhi

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